Naspi e Agostinelli si giocano podio e maglia azzurra a Pila

Superbike Bravi Platform team: dopo la bella prova ad Andorra di Alessio Agostinelli, sabato i campionati italiani

Castelfidardo, 17 luglio 2018 – Si è preso la scena con una prestazione maiuscola: sedicesimo posto assoluto, primo italiano al traguardo fra gli under 23. Alessio Agostinelli è il protagonista dell’ultimo weekend che ha avuto nella quinta tappa di World Cup a Vallnord (Andorra) il suo momento culminante.

Alessio Agostinelli

L’atleta osimano classe ‘97 era l’unico tesserato della Superbike Bravi Platform team in gara, dato che Naspi e Campanari avevano preferito fermarsi per tirare il fiato e preparare in montagna l’impegno clou di sabato prossimo: il campionato italiano in programma a Pila. Agostinelli ha invece seguito l’istinto, tenendo alto il ritmo di una stagione in cui sta crescendo in modo esponenziale. E ha fatto benissimo:

«Una gara tutta in rimonta in cui ho fatto registrare tempi sul giro da top ten negli ultimi quattro – è il suo commento – staccando addirittura un 6° tempo assoluto al quinto! Felicissimo per la prestazione nonostante la partenza non brillante e le zero ore di altura nelle gambe”.

Alessandro Naspi, su di lui le attese per un meritato titolo tricolore

Un risultato accolto con grande orgoglio ed entusiasmo dall’intero club rossonero anche perché arriva nell’immediata vigilia dei campionati italiani assoluti e di categoria in cui la Superbike bravi platform Team può ambire legittimamente al podio sia con Naspi che con lo stesso Agostinelli, che correranno davanti agli occhi del Ct. della Nazionale Mirko Celestino in procinto di diramare le convocazioni per i campionati europei in calendario a Stattegg (Austria) la prossima settimana.

I sogni tricolori in Val d’Aosta saranno alimentati anche da Alessandro Mazzieri e Lorenzo Aringolo, oltre ad Angela Campanari nel settore femminile e agli junior Luca Renzi, Alessio Lenti e Lorenzo Girotti.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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