Manita del Castelfidardo

Ritorno alla vittoria per i fidardensi che stendono il Chieti

Serie D girone F

Castelfidardo – Chieti 5 – 0

Castelfidardo. Pokerissimo del Castelfidardo. Vittoria doveva essere e vittoria è stata per i fidardensi guidati per la seconda giornata di fila, in panchina, da mister Pantalone. Il nuovo allenatore, Roberto Cappellacci, siede nel settore ospiti. Da martedì prenderà in mano la squadra. ‘’Non ce la siamo sentita di farlo sedere in panchina non avendo lavorato per niente in settimana con la squadra’’ spiega il direttore sportivo Sebastiano Vecchiola. “Durante il riscaldamento era in campo e la sua presenza ha rassicurato i ragazzi, consapevoli che da martedì avranno una guida tecnica’’.

Il rigore realizzato da Maisto
Il rigore realizzato da Maisto

Intanto Pigini e compagni hanno ritrovato i tre punti dopo quattro sconfitte consecutive. Soffrendo solo a inizio partita, poi il rigore segnato da Maisto e guadagnato da Albanesi ha sbloccato match e la testa alla squadra biancoverde. Che ha poi raddoppiato nel finale del primo tempo con un bel colpo di testa sempre di Maisto.

Nella ripresa sono arrivati i guizzi di Albanesi e la doppietta di Soragna che ha imitato Maisto: con un gol su calcio di rigore e l’altro di testa. Il Castelfidardo può arrotondare ancor di più il risultato: nel primo tempo Massi colpisce con un tiro cross la parte alta della traversa, imitato dal legno colpito nella ripresa da Alessandrelli. Problemi a non finire in campo e fuori per un Chieti – ultimo in classifica con un solo punto – con tanti ragazzini in campo e una società inesistente fuori.

La traversa colpita da Alessandrelli
La traversa colpita da Alessandrelli

Ora i tifosi fidardensi aspettano colpi dal mercato visto che da inizio stagione ci sono state ben otto uscite di giocatori dalla rosa. “Una vittoria che ci voleva. Sono contento per tutta la squadra e per la doppietta di Soragna sperando che questi due gol gli siano utili – continua Vecchiola -.. Il mercato? Penso che di base saremo questi. Incrementeremo comunque la rosa con qualche ritocco mirato’’.

Intanto domenica il Castelfidardo salirà a San Marino per l’ultima giornata del girone di andata.

CASTELFIDARDO: Carnevali; Massi, Filipponi, Silletti, Testoni; Berardi; Pigini, Bordi; Albanesi (23’ st Pergolesi), Soragna (29’ st Alessandrelli), Maisto (11’ st Marconi). All. Pantalone

CHIETI: Ronchi (1’ st Saydawi); Antonucci (23’ st Giacomozzi), Capuani, Trozzo; Ajdini, Palestini, Ceccarelli, Tuccia; Iovannisci (27’ st Del Cogliano), Russo, Biondo. All. Mariani

Arbitro: Sili di Viterbo

Reti: 26’ pt e 45’ pt Maisto (r), 6’ st e 27’ st Soragna (r), 17’ st Albanesi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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