La Superbike Bravi Platforms team in Coppa del mondo a Leogang

Letizia Marzani difenderà la maglia di leader dell’Italia Bike Cup. Bartomeoli, Marinelli e Figuretti si laureano campioni provinciali a Morro d’Alba

Castelfidardo, 8 giugno 2022 – Valige in mano, destinazione Leogang. La Superbike Bravi Platforms Team domenica 12 giugno sarà al via della sesta prova della World Cup targata Mercedes-Benz Uci con Letizia Marzani, una delle protagoniste indiscusse della stagione.

Letizia Marzani

L’atleta piacentina che già al suo esordio iridato a Nove Mesto ha dimostrato di non soffrire timori reverenziali mantiene così alte le motivazioni e il ritmo in vista dell’appuntamento finale dell’Italia Bike Cup, in programma a Courmayer la prossima settimana. Marzani si presenterà all’ultima prova del circuito indossando e difendendo la maglia di leader fra le under 23 consolidata nello scorso week-end al “Memorial Alverà” di Pergine Valsugana.

Nell’affascinante tracciato trentino di puro cross country, nervoso e tecnico, la Superbike Bravi Platforms team ha raccolto grandi soddisfazioni soprattutto al femminile: Marzani si è piazzata al quarto posto assoluto (primo di categoria) nella gara dominata da Giorgia Marchet, condividendo così il podio con la sudafricana Candice Lill e la campionessa italiana Eva Lechner.

Molto positiva anche la prestazione di Nefelly Mangiaterra (settima al traguardo), a conferma di una crescita esponenziale, positive sensazioni per Angela Campanari (quattordicesima), che ha così riattaccato il pettorale in una gara di rango internazionale dopo nove lunghi e pazienti mesi di riabilitazione e allenamento a seguito dell’operazione al ginocchio. A Pergine il settore maschile è stato inoltre ben rappresentato da Alex Pelucchini, settimo tra gli juniores nella corsa vinta da Tommaso Ferri (Vallerbike).

Morro D’Alba – da sin, Sofia Bartomeoli (col casco); a destra Manuel Figuretti e Alice Marinelli

Contemporaneamente la Superbike Bravi Platforms team ha preso parte a Morro D’Alba alla XCO Colli della Lacrima, inserita nel calendario della ‘Conero Cup’ e valida per l’assegnazione dei titoli provinciali. Tre gli atleti della società fidardense che si sono laureati “campioni”: Sofia Bartomeoli (allieve), Alice Marinelli tra le esordienti donne e Manuel Figuretti nella categoria esordienti. Questi tutti gli altri risultati di rilievo:

Categoria ALLIEVI

3° posto per Riccardo Cervellini

4° per Quattrini Tommaso

5° per Cappella Matteo

Categoria ESORDIENTI

2° Manuel Figuretti

3° Iaconeta Lorenzo

Categoria DONNE ESORDIENTI

2° Alice Marinelli

Categoria DONNE ALLIEVE

2° Sofia Bartomeoli

3° Alice Mazzieri

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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