In trasferta la Vigor affonda i Portuali

Ottava giornata del girone B di Prima Categoria

PORTUALI CALCIO ANCONA – VIGOR CASTELFIDARDO 1 – 3

Ancona, 11 novembre 2018 – Non inizia nel migliore dei modi l’avventura dei Portuali Calcio Ancona sul nuovissimo Campo Federale Paolinelli che accompagnerà i dockers per tutto l’arco della stagione. Gli uomini di Stefano Ceccarelli, dopo la vittoria della scorsa giornata sul campo del Borghetto, escono sconfitti dal match con la Vigor Castelfidardo perdendo 1-3 al cospetto di un avversario forte sia individualmente che coralmente come quello fidardense.

Una gara iniziata già in salita sia per le tante assenze che hanno falcidiato i padroni di casa, sia per l’espulsione, nel primo tempo, di Federico Orciani avvenuta per doppia ammonizione.

Nella ripresa, nonostante tutto, è arrivato il vantaggio locale grazie a Michele Lombardi bravo a raccogliere un’uscita sbagliata del portiere avversario e appoggiare in fondo al sacco. Assorbito il colpo gli ospiti hanno subito organizzato la controffensiva che è sfociata pochi minuti più tardi nel pareggio di Michele Santoni su calcio di rigore.

L’1-1 non solo ha restituito morale e vigoria alla banda Fermanelli ma ha dato anche brillantezza alla loro manovra offensiva portando, al ventiduesimo, al sorpasso targato Dottori. I dockers, anche con l’uomo in meno, non hanno rinunciato a reagire gettando sul terreno di gioco la qualità di Pizzichini e Saracini. È proprio quest’ultimo, negli ultimi minuti, ad avere avuto la più nitida palla goal per il pareggio che tuttavia non ha sortito gli effetti sperati.

Nel finale, in contropiede, è giunta anche la rete di Lorenzo Polzonetti che ha chiuso la partita mandandola agli almanacchi sul definitivo 1-3.

Il tabellino

PORTUALI CALCIO ANCONA: Angiolani, Rocchini, Orciani M., Orciani F., Santarelli, Lombardi M. (Dal 20st Gatti), Massetti (Dal 10st Pizzichini), Tunnera, Rossetti (Dal 30st Saracini), Lombardi T., Giacchetta (Dal 15st Cesaroni) All. Ceccarelli

VIGOR CASTELFIDARDO:  Martino, Di Chiara, Perna, Marconi, Polenta (Dal 45′ Polzonetti Lo.), Santoni, Agostinelli, Carini, Dottori (Dal 35st Storani), Defendi (Dal 26st Cecchini), Polzonetti Lu. All. Fermanelli

Arbitro: Lunetti di San Benedetto del Tronto

Reti: 5st Lombardi M., 9st Santoni (rig.), 22st Dottori, 45st Polzonetti Lo.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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