Il Castelfidardo stende la capolista

Il colpo di testa di Filipponi manda ko l’Olimpia Agnonese

Serie D girone F

Castelfidardo – Olimpia Agnonese 1-0

Castelfidardo. La miglior partita stagionale coronata con una vittoria. Il Castelfidardo stende la capolista Olimpia Agnonese. Basta un’inzuccata di Filipponi a inizio ripresa per rispedire a casa i granata primi della classe. Allergici ultimamente però alle marchigiane visto che una settimana fa fu il Monticelli a uscire vincente contro l’Olimpia, sul campo molisano.

Il gol vittoria di Filipponi
Il gol vittoria di Filipponi

‘’La miglior squadra che ho visto in stagione – fa sapere l’allenatore del Castelfidardo, Gianluca De Angelis -. Nei primi venti minuti ci hanno messo molto in difficoltà, poi siamo usciti fuori. Della squadra mi è piaciuta la predisposizione al sacrificio. Non mi va giù invece quando non si rincorre un pallone perso. Qualcuno l’ha capito solo dopo la mezz’ora del secondo tempo’’.

Tutto bene quel che finisce bene. Perché all’inizio l’ex Di Federico e compagni avevano impegnato la difesa fidardense, anche se De Gennaro ha dovuto compiere interventi solo di routine. La prima azione importante la firma Gaeta, ma da centro area spara alto. L’occasione più rilevante del primo tempo arriva nel finale: un doppio colpo di testa, prima di Soragna e poi di Silletti, ma proprio l’intervento dell’ex Di Federico è determinante quanto un gol, visto che toglie la palla proprio sulla linea di porta a Campanico battuto.

Il Castelfidardo prova a costruire la vittoria sui colpi di testa e ci riesce, perché dopo 2’ dal fischio d’inizio del secondo tempo arriva il gol vittoria. Calcio d’angolo guadagnato da un superlativo Maisto. Batte Gaeta con Filipponi che in tuffo insacca di testa per il gol vittoria. Il forcing finale dell’Olimpia Agnonese non produce effetti. Vince il Castelfidardo che si riscatta della beffa della scorsa domenica sul campo della Sammaurese con la sconfitta giunta in pieno recupero.

La festa finale
La festa finale

Ora per il Castelfidardo due trasferte di fila. La prima sul campo dell’Alfonsine e poi in quello della Vastese. Con il morale però risollevato. Quello che volevano tutti nella città della fisarmonica.

CASTELFIDARDO (4-2-3-1): De Gennaro; Massi, Filipponi, Silletti, Testoni; Bordi, Lodi; Albanesi (28’ st Tombolini), Gaeta (14’ st Kameni), Maisto (45’ st Marconi); Soragna. All. De Angelis

OLIMPIA AGNONESE (4-2-3-1): Campanico; Demoleon, Cassese, Lucarino, Guerra W.; Pejic (44’ st Navarro), Di Lollo (18’ st Vitelli); Guida, Ricamato, Guerra N. (33’ st Gentile); Di Federico. All. Del Grosso

Arbitro: Perenzoni di Rovereto

Rete: 2’ st Filipponi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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