Il Castelfidardo non riesce a sfatare il tabù pesarese

Ai fidardensi non bastano i gol di Maisto e Filipponi

SERIE D girone F

Vis Pesaro – Castelfidardo 4 : 2

Pesaro. Il Benelli volta le spalle ancora una volta al Castelfidardo. I biancoverdi escono sconfitti con quattro gol dallo storico stadio pesarese. In una partita dai due volti. Un primo tempo da dimenticare per la squadra di De Angelis (che ha scontato la seconda giornata di squalifica, in panchina Polci), un secondo con il cuore gettato oltre l’ostacolo, cedendo solo nei minuti finali.

La partita è decisa da due doppiette: di Costantino e Falomi. La frazione iniziale è di marca biancorossa. Il Castelfidardo non si ritrova. Passano dieci minuti e la Vis passa in vantaggio. Assist di Ridolfi per Costantino che non può sbagliare a due passi dalla porta. Il raddoppio arriva al 18’ con una potente e precisa, ma centrale punizione sempre di Costantino con De Gennaro che vede la palla solo all’ultimo non tentando neanche la parata. Il numero 1 fidardense rimane gelato come tutto il Castelfidardo per un primo tempo da dimenticare.

Tutt’altra squadra quella ospite nella ripresa. Tanto che al 7’ Maisto riapre la partita con un bel pallonetto. La parità è firmata da  Filipponi al 35’ con un gran tiro. I biancoverdi potrebbero pure fare il colpaccio, ma la conclusione di Kameni centra l’incrocio dei pali. Gol sbagliato, gol subito. Falomi nell’azione successiva firma il 3-2 con un tiro dalla distanza. In pieno recupero arriva addirittura la beffa con la doppietta personale di Falomi che fissa il risultato sul definitivo 4-2.

La gioia dei pesaresi all'uscita dal campo
La gioia dei pesaresi all’uscita dal campo

‘’Non possiamo che essere delusi per il non gioco del primo tempo e per il risultato finale – fanno sapere dalla dirigenza fidardense -. Oltre che per i nostri tanti tifosi’’.

Domenica il Castelfidardo tornerà a giocare in casa. Al Mancini salirà il Pineto, penultimo in classifica e uscito sconfitto oggi sul proprio terreno contro la Sammaurese. Una partita da non sbagliare e chissà che non ci sia il ritorno in campo di Gaeta, oggi in panchina? Un giocatore che serve come il pane alla squadra di De Angelis.

VIS PESARO: Cappuccini, Ficola, Paoli, Gennari, Mureno, Rossi A. (13’ st Raparo), Grieco, Tedesco, Costantino, Ridolfi (16’ st Falomi), Comi (28’ st Del Pivo). All. Sassarini.

CASTELFIDARDO: De Gennaro, Testoni (9’ st Kameni), Silletti, Filipponi, Bordi, Lodi, Pigini, Marchetti (9’ st Gregorini), Soragna, Alessandrelli (29’ st Massi), Maisto. All. Polci (De Angelis squalificato)

Arbitro: Acampora di Ercolano

Reti: 10’ pt e 18’ pt Costantino, 40’ st e 47’ st  Falomi, 7’ st Maisto, 36’ st Filipponi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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