Il Castelfidardo esce a testa alta da Fano

Mister Manoni: “I gol sono arrivati su due nostre distrazioni. Bene la squadra nel secondo tempo”

ALMA JUVENTUS FANO-CASTELFIDARDO 2-1 (1-0 pt)

Calcio serie D girone F terza giornata

Fano, 4 ottobre 2021 – Il Castelfidardo viene sconfitto di misura dal Fano. Al termine di un match tirato e combattuto, i fidardensi si arrendono in casa dei granata per 2-1. Una prestazione, seppur negativa nel risultato, dove i biancoverdi hanno saputo tener testa ad una squadra di alto livello, che ha saputo capitalizzare al meglio alcuni episodi favorevoli.

Rimane il rammarico per la sconfitta.

Dopo un buon avvio di marca fidardense, i padroni di casa escono alla distanza e sfiorano il vantaggio alla mezz’ora con la conclusione ravvicinata di Casolla su cui Demalija si esalta. Il gol arriva al 37’, con il diagonale di Tortori che non lascia scampo all’estremo difensore biancoverde.

Nella ripresa gli uomini di mister Manolo Manoni partono forte e pervengono al pareggio al 53’, con la bella rete di Cardinali ben imbeccato da Braconi. Tre minuti dopo è provvidenziale Tzafestas su Braconi, mentre Demalija è attento su Esposito, Vavassori e la botta di Broso. Al 61’ in mischia Demalija non trattiene il pallone e Casolla lo punisce. I fisarmonicisti cercano di trovare la rete del pareggio ma la difesa del Fano regge bene fino alla fine.

«Una bella prestazione dei ragazzi che purtroppo non ci ha portato punti contro un’ottima squadra – commenta mister Manoni – Nel primo tempo potevamo fare meglio, mentre nella ripresa siamo andati molto bene. Purtroppo, abbiamo subito due reti su alcune nostre disattenzioni e contro squadre del genere le paghi a caro prezzo, oltre al fatto che sul secondo gol del Fano a mio avviso ci poteva stare una carica su Demalija. Dispiace perché avevamo preparato bene la partita in settimana ed i ragazzi si sono applicati nel modo giusto, però non è bastato anche se abbiamo tenuto testa ad una squadra di livello».

Il Tabellino

ALMA JUVENTUS FANO (4-2-3-1): Tzafestas; Gualtieri (94’ Zanolla), Vavassori, Delli Carri, Del Rosso; Antezza, Likaxhiu; Tortori, Casolla (80’ Zanni), Esposito (84’ Mané); Broso. All.: Gioffrè.

CASTELFIDARDO (4-3-2-1): Demalija; Morganti, Baraboglia, Gega (49’ Daniello), Mataloni (80’ Fermani); Xoxha (68’ Palladini), Bracciatelli, Marcelli; Braconi, Cardinali; Rizzi. All.: Manoni.

Arbitro: Zago di Conegliano Veneto.

Reti: 37’ Tortori (A), 53’ Cardinali (C), 61’ Casolla (A).

Note: ammoniti Vavassori, Xoxha, Bracciatelli, Morganti, Antezza, Esposito, Delli Carri, Zanni.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

© riproduzione riservata


link dell'articolo