Ciclismo, 38ª Due Giorni Marchigiana

Sabato 18 e domenica 19 maggio la vetrina dei migliori dilettanti italiani

Castelfidardo, 16 maggio 2019 – Sarà per le Marche il più classico dei fine settimana all’insegna del puro ciclismo. Sulle strade della regione transiterà infatti questo sabato non solo la carovana rosa del Giro d’Italia, ma anche quella della 38ª Due Giorni Marchigiana una classica fidardense, quest’ultima, del ciclismo dilettantistico.

Rispetto al passato quest’anno la gara per Elite ed Under 23 (direttori di corsa Giorgio Antonelli e Sergio Latini) avrà i due percorsi invertiti. Toccherà infatti ai velocisti cimentarsi nella prima giornata, mentre il trofeo Santa Rita, ideale per gli scalatori, quest’anno si correrà la domenica.

A livello organizzativo tutto è oramai pronto nella patria della fisarmonica, grazie alla decennale esperienza maturata dall’equipe di appassionati guidata da Bruno Cantarini, Luciano Angelelli e dal “braccio armato” Albino Cittadini.  Quest’anno, grazie alla sensibilità del neo presidente della Provincia di Ancona Luigi Cerioni e del consigliere Lorenzo Catraro, è stata effettuata l’asfaltatura di un tratto di Via Che Guevara particolarmente insidioso, che ha reso così il percorso più sicuro.

Lo Sporting Club S. Agostino è un Team che oltre ad organizzare la “Due Giorni” lavora da sempre a fianco dei giovani con gli esordienti. Squadra che vede tra le sue fila la presenza quest’anno anche di una giovane ciclista, Giusi Laperuta, che sta ottenendo ottimi piazzamenti dando soddisfazioni ai DS Vittorio Papa e Lorenzo Carota.

Tornando alla “Due Giorni” va detto che il parterre che si prospetta, come al solito, è di indubbio spessore. Quest’anno sono 27 le squadre iscritte. Tre quelle straniere provenienti da Inghilterra, Svizzera e Russia con cinque componenti della nazionale dilettanti. 24 invece i team italiani (fra gli altri i portacolori della Cycling Team Friuli, Zalf Euromobil, Casillo Maserati, General Store-Essegibi, Colpack, Gallina Colosio, Viris Vigevano). Due le formazioni marchigiane: i corridori del Calzaturificio Montegranaro e del VPM P.S. Elpidio-Monteurano.

Fra i partecipanti ci sarà come sempre il gotha dei dilettanti. Dei migliori Under 23 nazionali, classifica stilata in base ai piazzamenti ottenuti fino alla scorsa settimana, dei primi venti ben nove saranno presenti sulle strade di Castelfidardo. Ha garantito la presenza (con 2 vittorie e ben 8 piazzamenti) Gregorio Ferri della Zalf. Della stessa scuderia da seguire anche Enrico Zanoncello con 4 successi stagionali all’attivo.

Sabato 18 – Trofeo Città di Castelfidardo (Trofeo Cisel)

Moreno Marchetti vince in volata il “Città di Castelfidardo 2018″

Come si diceva questa volta l’apertura della “Due giorni” avverrà con il “Trofeo Città di Castelfidardo – Trofeo Cisel” ideale per velocisti. 174,100 i km totali da percorrere. Partenza alle 14,20 a passo turistico da Piazza della Repubblica, cuore della città. Il via ufficiale alla competizione avverrà in località Acquaviva (alle 14,30). Si attraverseranno le località Cerretano, Bivio Laghi e Campanari. Arrivo previsto al Cerretano intorno alle ore 18,30.

Domenica 19 – Gran Premio Santa Rita (Trofeo Foridra)

Samuele Battistella si impone per distacco al “G.P. Santa Rita 2018”

Per le caratteristiche del percorso, particolarmente ondulato nella parte iniziale e con lo strappo finale verso San Agostino, appare particolarmente adatto agli scalatori. I 176 corridori partenti dovranno coprire 171,500 chilometri. Dopo il via a passo turistico da Sant’Agostino, la gara entrerà nel vivo alle 13.30 con la bandierina che si abbasserà da bivio Querciabella.

La corsa, nel tratto iniziale completamente pianeggiante si snoderà inizialmente su un percorso di km. 6,200 (da ripetere 13 volte) toccando anche bivio Laghi e bivio Brandoni. A questo punto si devierà verso S. Agostino con il nuovo tracciato nettamente selettivo che toccherà Crocette, Acquaviva, bivio Laghi, bivio Brandoni, bivio Querciabella (km. 12,800 da ripetere 7 volte).

Arrivo previsto intorno alle 17,30 – 17,50 secondo l’andatura chilometrica.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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