Castelfidardo, un pareggio in Romagna

Filipponi nella ripresa riprende la squadra di Muccioli

Serie D girone F

Romagna Centro – Castelfidardo 1 : 1

Cesana. Un punto per il Castelfidardo dalla Romagna, il secondo pareggio consecutivo dopo quello interno di una settimana prima contro il Pineto. Poteva andare peggio per come si era messa la partita nel primo tempo, ma poteva anche andare meglio per i ragazzi di De Angelis che ha scontato la prima di due giornate di squalifica.

Presentazione delle squadre
Presentazione delle squadre

L’approccio per i biancoverdi, oggi in maglia arancione, non è stato dei migliori. Perché dopo otto minuti, su uno schema di punizione, è arrivato il gol dei padroni di casa con Pasquini. E il Castelfidardo poco dopo poteva subire anche il raddoppio con una conclusione che ha sfiorato il palo di Prati.

‘’Una rete che ci ha svegliato – il commento del direttore sportivo Sebastiano Vecchiola -. Dopo lo svantaggio abbiamo creato diverse occasioni da gol: un colpo di testa di Soragna, un’occasione per Mabounga che su un batti e ribatti non è riuscito a sfruttare, varie mischie dove non siamo riusciti a dare la stoccata vincente. Poteva sicuramente andare meglio, perché il Romagna Centro mi è sembrato una squadra abbordabile, pienamente alla nostra portata’’. Nella prima frazione per il Castelfidardo hanno avuto due palle gol anche Alessandrelli e Filiaggi, ma Bissi ha risposto da campione.

Una fase difensiva del Castelfidardo
Una fase difensiva del Castelfidardo

Il numero uno di casa non ha potuto fare niente solo al 18’ della ripresa quando, su un’azione nata da palla inattiva, Filipponi a seguito di una mischia si è trovato la palla favorevole riuscendo a pareggiare i conti. Nel finale la squadra marchigiana ha rischiato anche di fare il colpaccio. Pareggio in campo, ma vittoria sugli spalti per la folta rappresentanza di tifosi fidardensi che hanno incitato Pigini e compagni per tutta la partita.

Domenica gran derby al Mancini contro la Jesina (ore 14,30) che oggi ha sbancato di misura il campo della Sammaurese allungando di due punti in classifica rispetto ai fidardensi.

ROMAGNA CENTRO: Bissi, Magrini, Ferrari, Pasquini, Maioli, Paolini, Bussaglia, Prati, Ferri, Indelicati, Salvi. All. Muccioli

CASTELFIDARDO: De Gennaro, Gregorini (32’ st Silvestri), Testoni, Pigini, Silletti, Filipponi, Mabounga (36’ st Torelli), Lodi, Soragna, Filiaggi (37’ st Rizzo), Alessandrelli. All De Angelis

Arbitro: Morabito di Taurianova

Reti: 8’ pt Pasquini, 18’ st Filipponi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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