Castelfidardo – Superbike Bravi Platform alle finali di Coppa del Mondo

Il team fidardense porta in Trentino 25 atleti compresi i baby ciclisti

Castelfidardo – Il fascino della Val di Sole, le emozioni delle finali della Coppa del Mondo UCI MTB. La Superbike Bravi Platform team si immerge in uno degli ultimi week-end di grande agonismo, passione e pathos calcando il massimo palcoscenico internazionale.

Angela Campanari

Tre, come già accaduto nelle precedenti prove iridate, gli atleti di punta in gara domenica dalle 8.30 nel suggestivo percorso della specialità olimpica XCO lungo 4 km con partenza ed arrivo a Daolasa a 830 metri di quota nelle immediate vicinanze dell’impianto di risalita. Un tracciato tecnico e spettacolare da ripetersi più volte, rinnovato da un passaggio su rocce denominato “Dolomiti Rocks” su cui Angela Campanari (donne under 23), Alessandro Naspi e Alessio Agostinelli (under 23) proveranno a confermare quanto di buono espresso quest’anno.

Alessandro Naspi in gara agli europei

«Il livello è altissimo quindi non ci facciamo illusioni di risultato ma sarebbe bello mettere la ciliegina sulla torta di una stagione già molto positiva attestandoci nelle prime trenta posizioni» dice il presidente Rossano Mazzieri.

Proseguendo la sua azione promozionale e di condivisione dei valori sportivi, la società porta in Trentino un intero pullman di atleti e addetti ai lavori, permettendo così anche ai “giovanissimi” di vivere l’esaltante esperienza della Mini world cup articolata su di un circuito ad anello di 600 metri in stile cross country appositamente allestito per i campioni del futuro.

Alessio Agostinelli in azione a Lenzerheide

Un’iniziativa stimolante cui la Superbike Bravi Platform team partecipa in massa con ben 25 atleti: Matteo Angiolani, Giuseppe Libero, Mattia Rinaldoni (sette anni), Daniele Ripanti, Nicolas Bianchi (otto anni), Alessandro Elia, Lorenzo Iaconeta, Alice Marinelli, Diego Giaconi, Michele Alessandrini, Davide Piastrellini, Manuel Figuretti (nove anni), Riccardo Memè (dieci anni), Morgan Dubini, Francesco Coppari, Alex Giacchetta, Alessio Giovagnoli, Cristian Costarelli, Andrea Petrosilli, Alice Mazzieri (11 anni), Nicolas Bonifazi, Riccardo Marcucci, Mattia Ascani, Diletta Marinelli, Martina Biondi (12 anni).

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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