Castelfidardo – Gianmarco Garofoli stravince sulle strade di casa

È il nuovo campione regionale categoria Allievi

Castelfidardo – Alla vigilia i pronostici erano tutti per lui, dopo la vittoria di appena una settimana prima in Umbria. E Gianmarco Garofoli (SC Recanati Marinelli Cantarini), alla sua prima stagione nella categoria allievi, per giunta sulle strade di casa, non ha voluto mancare all’appuntamento da protagonista.

Castelfidardo. Gianmarco Garofoli taglia a braccia alzate il traguardo del 3° trofeo Garofoli 2017

Il portacolori locale ottiene in maniera autorevole la quinta vittoria stagionale, che va ad aggiungersi agli altri sei podi (equamente divisi fra secondi e terzi posti). Su questo percorso, particolarmente tecnico, strappa anche la maglia di campione regionale sotto gli occhi dal presidente federale Di Rocco e di quello regionale Secchi.

L’arrivo solitario al Cerretano di questo “3°Trofeo Garofoli” (organizzato con la solita professionalità e passione dallo Sportin Club Sant’Agostino da Bruno Cantarini, Luciano Angelelli, Albino Cittadini e Gianfranco Catena.), dopo 80 chilometri ad una media oraria di 36,364, non deve però far pensare ad una passeggiata. Anzi, il corridore fidardense ha dovuto lottare come un leone per avere la meglio sul pugliese Federico Cardone, un altro puledro italiano del ciclismo di cui sentiremo sicuramente parlare.

La selezione, dopo i primi giri interamente pianeggianti e con i corridori tutti ammassati, arriva nello strappo in salita. In quello iniziale si assiste al frazionamento del gruppo. Nel secondo passaggio una decina di corridori vanno in testa, fra questi Garofoli e Cardone a primeggiare, attaccandosi reciprocamente con strappi che poi vengono sistematicamente neutralizzati.

Castelfidardo. Il podio finale del 3° Trofeo Garofoli 2017 alla presenza del sindaco Ascani, penultimo a destra

Nell’ultima salita la zampata vincente del corridore fidardense. Arriva proprio sullo strappo della Figuretta l’allungo decisivo, proprio dove era posizionato il Gran Premio della Montagna, che alla fine lo vedrà anche lì vincitore. Nel massimo punto di sforzo altimetrico è proprio lui a fare la selezione definitiva prendendo quei 100-150 metri di vantaggio, che riuscirà a mantenere dall’avversario. In tutto 10-18 secondi secondo i rilevamenti cronometrici che Cardone non riuscirà più ad annullare.

Gianmarco Garofoli arriva a braccia alzate con un vantaggio appunto 15 secondi. Alle premiazioni ringrazierà la squadra per averci creduto anche nei momenti più difficili. Alle sue spalle l’ottimo Cardone. Poi un gruppetto ad un minuto e venti con Federico Buschi (Alma Juventus Fano) ad ottenere il terzo gradino del podio. Dei 68 partenti in 34 hanno tagliato il traguardo.

ORDINE DI ARRIVO

1° Gianmarco Garofoli (S.C.Recanati) che ha coperto gli 80 chilometri in 2h.12’; 2° Federico Cardone (Il Pirata IP Zannoni) a 15’’; 3° Federico Buschi (Alma Juventus Fano) a 1’12’’; 4° Giuseppe De Laurentiis (A.C.D. Guarenna), st.; 5° Paolo Marchetti (S.C.Recanati), st.; 6° Vittorio Aluigi (Alma Fano) st.; 7° Francesco Sacchini (Tre Emme Morrovalle), st,; 8° Gidas Umbri (Trodica Morrovalle), st.; 9° Nicolò Tonucci (Alma Fano) a 1’43’’; 10° Luca Lenti (Alma Fano) st.

 

redazionale

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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