Boxe ad alto livello al Palazzetto dello sport

Il Boxing Club Castelfidardo porta due atleti alle finali nazionali

Castelfidardo. Il Palazzetto dello sport in Piazzale Olimpia è stato testimone delle qualificazioni Marche/Umbria per accedere alle finali nazionali che si svolgeranno a Bergamo dal 5 all’11 dicembre.

L’evento, partito in sordina, ha visto crescere la partecipazione del pubblico giorno dopo giorno fino a raggiungere il culmine nei giorni finali in cui hanno avuto luogo gli scontri decisivi. Perfetta l`organizzazione del Boxing club Castelfidardo che ha fatto da padrone di casa in maniera impeccabile, ottenendo ottimi risultati da due atleti ammessi alle finali nazionali: Metonyekpon Charlemagne detto “Charly” nei 64 kg, e Serena Summa nei 57 kg femminili.

I responsabili del Club con, al centro, i due atleti qualificati per le fasi nazionali
I responsabili del Club con, al centro, i due atleti qualificati per le fasi nazionali del Campionato italiano di boxe

«Sono due ottimi atleti – spiega Andrea Gabbanelli, responsabile del club organizzatore insieme a Daniele Marra – la ragazza ha già vinto l’anno scorso una medaglia di bronzo ai campionati universitari. Il ragazzo, che si è avvicinato alla boxe da soli 3 anni, vanta ben 60 incontri e si è fatto conoscere a livello nazionale. Speriamo che entrambi possano portare a casa medaglie importanti perché hanno tutte le carte in regola per poter ottenere grandi risultati».

In occasione delle giornata finale, il Boxing Club è stato premiato dal presidente regionale Fpi Fradeani. Mentre lo stesso club ha consegnato al sindaco, Roberto Ascani, una targa in ricordo della manifestazione.

Foto ricordo, al termine della manifestazione, per il Bo
Foto ricordo, al termine della manifestazione, per il Boxing Club Castelfidardo

Il Boxing Club Castelfidardo, creato da due ex pugili, si è confermata per il terzo anno consecutivo la prima società marchigiana della specialità, e lo scorso anno si è aggiudicata il decimo posto nella classifica nazionale. Nonostante sia una realtà giovane, in attività da soli 6 anni, è stata in grado di ottenere ottimi risultati anche rispetto a società più anziane e blasonate.

L’attività della palestra comprende sia il settore giovanile, dai 5 ai 13 anni, sia agonisti che amatori. «La passione è la spinta che ci fa andare avanti – conclude Andrea Gabbanelli -. Attraverso il sacrificio e l’impegno si possono ottenere grandi risultati e noi, partiti da una piccola realtà, siamo riusciti ad ottenerli, tanto da arrivare tra le prime dieci palestre a livello nazionale, in una classifica che conta più di mille società più grandi».

Un grosso in bocca al lupo al Boxing Club ma, in particolare, ai due atleti fidardensi per le finali nazionali a Bergamo!

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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