Bando pubblico per contributi a società e associazioni sportive

Scadenza domande mercoledì 2 dicembre. 600 euro una tantum da un fondo comunale di 10mila euro da dividere equamente

Castelfidardo, 27 novembre 2020 – Società e associazioni sportive dilettantistiche che stanno soffrendo limitazioni a causa dell’emergenza Covid hanno tempo fino a mercoledì 2 dicembre per fare domanda di contributo straordinario al Comune.

Con voto unanime, il civico consesso ha infatti deciso di stanziare un fondo di 10mila euro da dividere equamente sulla base delle richieste che arriveranno all’attenzione dell’ufficio sport. L’entità massima del contributo una tantum è di 600 euro, erogata in un’unica soluzione attraverso la tesoreria comunale.

«Avremmo voluto fare molto di più ma la situazione sanitaria variabile e l’incertezza dal punto di vista economico, che si traduce in minori entrate comunali e ristoro incerto da parte del Governo, non ha permesso di andare oltre – spiega il sindaco Roberto Ascaniè però un segnale di vicinanza che ci teniamo a dare».

Il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani

Ai sensi del bando, la misura è rivolta a società ed associazioni sportive che abbiano ridotto o sospeso momentaneamente l’attività, in regola con l’iscrizione al registro Coni/Cip da almeno un anno, sede legale nel territorio comunale, in regola con i pagamenti relativi a tributi comunali o per l’utilizzo di impianti sportivi di proprietà comunale e che abbiano svolto l’attività sportiva nei sei mesi precedenti al bando stesso.

Costituiscono inoltre requisito di partecipazione l’eventuale possesso di un settore giovanile (atleti fino a 16 anni), oppure svolgere un campionato caratterizzato da chiusura o riduzione di spettatori, oppure avere organizzato almeno una manifestazione a carattere extra comunale.

Le domande di ammissione vanno presentate all’Ufficio Protocollo oppure inviate alla mail: sport@comune.castelfidardo.an.it; entro il termine delle ore 13.00 del 2 dicembre. Non è prevista la compilazione delle domande da parte del personale comunale.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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