Atletica Castelfidardo: piccoli Talenti crescono!

Grande soddisfazione per la stagione agonistica appena conclusa

Castelfidardo – La lunga stagione agonistica di Atletica Leggera è da poco terminata con il doppio appuntamento del 14 a Macerata e del 21 ottobre ad Ancona, con il Campionato regionale staffette e il Campionato regionale Individuale.

La società fidardense ha schierato la squadra al completo composta da 12 ragazzi: tutti atleti fra i 12 e i 13 anni.

Foto di gruppo per i giovani dell’Atletica Castelfidardo

A Macerata, nel regionale staffette, i giovani atleti si sono ben comportati, portando a casa due secondi posti e due sesti posti.

Le medaglie d’argento sono state conquistate nella staffetta 4×100 e nella svedese: metri 100 – 200 – 300 – 400, da Elia Agostinelli – Giovanni Camilletti – Tommaso Stortoni e da Dawit Fossi. I due sesti posti, nelle stesse staffette, da Luigi Maggio – Mattia Piatanesi – Alessandro Giacomelli e da Ermes Mercuri.

Anche il Campionato regionale individuale svolto al campo Conti di Ancona ha visto i ragazzi fidar densi impegnarsi al massimo, dimostrando una grande dedizione alla società e ottenendo dei buoni risultati.

RISULTATI:

Alto, 2° Ermes Mercuri; 3° Tommaso Stortoni. La premiazione è stata effettuata dal campione del Mondo del salto in  alto, Gianmarco Tamberi

Lungo, 3° Giovanni Camilletti

Metri 60, 5° Tommaso Stortoni; 6° Elia Agostinelli; 10° Luigi Maggio;

Marcia, 7ª Aurora Patarca; 8ª Martina Polacco; 9ª Giulia Falappa;

Peso M, 11° Giacomo Giaccaglia; 12° Alessandro Giacomelli;

Peso F, 7ª Nicole Piccinini;

Metri 1000, qui era in gara Mattia Piatanesi, ma dopo 300 metri, in curva, è stato spinto ed è caduto; rialzatosi ha concluso comunque la gara. Matteo Canalini e Dawit Fossi compongono il resto della squadra ma non erano presenti alla gara.

Al termine della stagione agonistica 2016/2017, l’Atletica Castelfidardo si è detta molto soddisfatta della crescita di tutti i ragazzi: «da tutti i punti di vista – ha sottolineato Alberto GattoUn ringraziamento particolare va al Prof. Rossano Burini che ha preparato e motivato tutti i ragazzi. Un altro ringraziamento va al nostro atleta Alessandro Maltoni che da due mesi collabora con noi. Tutti gli atleti nella prossima stagione cambieranno categoria con l’auspicio che il loro impegno ed entusiasmo resti invariato!»

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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