Una pallamano Camerano da vertice

Quarta vittoria consecutiva per i ragazzi di mister Cardogna

Serie B

Camerano-Ancona Dorica: 32-23

Camerano: Badialetti, Baldoni, Boccolini, Campanale, Fabiani, Marinelli, Marseglia, Mazzoni, Osimani, Recanatini D., Recanatini M., Recanatini P., Scandali, Cirilli.

Ancona Dorica: Battistoni, Principi, Spegne, Maestri, Feroce, Venanzi, Grandi, Valdebra, Solustri, Cinimi, Fallipi.

Velocità, precisione e spettacolo dai ragazzi della Pallamano Camerano
Velocità, precisione e spettacolo dai ragazzi della Pallamano Camerano

Camerano. Quarta vittoria consecutiva per la Pallamano Camerano che conferma con 12 punti il primo posto in classifica nel campionato di serie B, girone Marche-Abruzzo. Una vittoria senza discussioni visto lo score finale: 32 a 23.

Dopo un inizio altalenante, il Camerano impiega qualche minuto per aprire le marcature, una volta sciolto il ghiaccio però tutto si è incanalato per il verso giusto. la prima frazione si chiude con i locali avanti di sei lunghezze.

Festeggiamenti finali per i gialloblu alla terza vittoria consecutiva
Festeggiamenti finali per i gialloblu alla terza vittoria consecutiva

Nel secondo tempo mister Cardogna trasmette le giuste motivazioni ai suoi ragazzi. La velocità e la precisione dei cameranesi basta e avanza per rintuzzare un tentativo di rimonta della dorica. Nel finale i locali calano leggermente, perdono un po’ di concentrazione e arrivano persino a sbagliare un rigore.

Un errore che comunque non influisce minimamente sul risultato finale.

Prossima gara, trasferta a Città Sant’Angelo in quel di Pescara.

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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