Ultime news dalla Pallamano Camerano Maschile e Femminile

Il ritorno di Davide Cirilli e la prossima in casa delle ragazze contro il Marconi Jumpers commentata da Margherita Danti

Camerano, 12 gennaio 2023 A volte ritornano. È il caso di Davide Cirilli, pivot osimano classe ’97 che torna in casa Pallamano Camerano dopo alcune stagioni trascorse lontano dal palazzetto cameranese.

«Dopo qualche anno sono tornato dove tutto è iniziato – dice Cirilli, ricordando gli inizi proprio con la maglia gialloblù – Volevo dare una mano al Camerano e mi sono riavvicinato a casa».

Ad accoglierlo, un gruppo radicalmente cambiato rispetto a quello che aveva lasciato. «Ho ritrovato in prima squadra ragazzi che avevo lasciato nell’under e che sono cresciuti tantissimo sia a livello fisico che atletico. Il gruppo è sempre lo stesso, composto più da amici che da compagni di squadra».

Già operativo, Davide Cirilli combatterà insieme ai ritrovati compagni nella sfida contro il Bologna United in programma al PalaPrincipi sabato 14 gennaio, ore 18.30.

«Sarà sicuramente una partita difficile. Ho visto la classifica e loro sono in zona medio-alta con diversi risultati importanti alle spalle – analizza il pivot osimano con l’obiettivo di ribaltare la sconfitta arrivata in trasferta contro il San Lazzaro – Abbiamo perso. Ora c’è la prima partita in casa del 2023. A Camerano sappiamo tutti che l’ottavo uomo è il pubblico e spero in un supporto numeroso e caloroso, come al solito. Noi stiamo lavorando per preparare la partita al meglio – promette ai tifosi – Abbiamo un unico obiettivo. Sarà difficile ma ce la metteremo tutta. Ci dobbiamo rifare della partita della settimana scorsa. Non ci è andata giù». 

Domenica 22 gennaio il ritorno dell’A2 Femminile

Mancano dieci giorni al ritorno in campo delle ragazze dell’A2 della Pallamano Camerano. Domenica 22 gennaio, infatti, le gialloblù affronteranno in casa le rivali del Marconi Jumpers in una sfida spareggio (entrambe le formazioni hanno sette punti), che vale anche il secondo posto in classifica o, addirittura, il primo, dipende dalla prestazione dell’Ariosto Ferrara.

«Stiamo lavorando molto e cercando di migliorare tecnicamente – dice Margherita Danti, portiera in forza al Camerano – Stiamo mettendo sotto sforzo anche il fisico, tenendoci in forza nonostante la lunga pausa del campionato. Ci stiamo impegnando molto e speriamo di riuscire ad iniziare il 2023 col piglio giusto».

Tra i più promettenti estremi difensori del panorama nazionale, nonché figlia d’arte, Margherita Danti è seguita nei suoi allenamenti da coach Cristiano Giambartolomei, preparatore dei portieri. «Sicuramente lui conosce sia i miei punti deboli sia i miei punti di forza – ammette Margherita – Sta lavorando per rendermi più forte tecnicamente, così da riuscire a dare un buon risultato anche durante le partite».

Non c’è solo l’A2 per Margherita Danti, nella sua carriera c’è spazio anche per i campionati giovanili della Youth League, con le gialloblù che si sono recentemente lasciate alle spalle il tour de force di Pontinia. «L’abbiamo vissuta come un’esperienza formativa, per crescere – la sua analisi – Abbiamo dimostrato quello che possiamo fare e ci siamo divertite molto, oltre ad avere l’opportunità di confrontarci con una nuova allenatrice, la nostra compagna di squadra in A2 Francesca Cristalli».   

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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