Tuffi grandi altezze, Veronica Papa chiude ottava agli Europei

La giovane cameranese alla sua prima gara internazionale onora al meglio i colori azzurri

Camerano, 19 agosto 2022 – È terminata l’esperienza azzurra della cameranese Veronica Papa agli Europei di nuoto in svolgimento al Foro Italico a Roma, la sua prima gara internazionale in assoluto da quando, circa un anno e mezzo fa, ha lasciato il tappeto elastico per la specialità dei tuffi grandi altezze.

Veronica Papa

Dopo i primi due tuffi di ieri, oggi la seconda e ultima sessione dal trampolino dei venti metri: altri due tuffi che hanno determinato la classifica finale e assegnato le medaglie. Con Veronica Papa, a rappresentare l’Italia c’era anche la più esperta Elisa Cosetti. Ed è stata proprio Elisa a tuffarsi per prima, un salto doppio all’indietro con due avvitamenti che le è valso un punteggio di 85.00. Il terzo tuffo di Veronica, invece, ha totalizzato 52.20 punti.

Nel quarto e ultimo tuffo, la prima a presentarsi sulla piattaforma è stata proprio Veronica Papa che si è esibita con una verticale all’indietro con salto mortale. Un tuffo ben eseguito che le è valso il punteggio totale di 150.40 e l’ottavo posto in classifica.

Meglio è andata a Elisa Cosetti, presentatasi oggi in testa alla classifica dopo i primi due salti di ieri. Per lei un triplo ritornato raggruppato con barani, con un’entrata in acqua non perfetta, che le ha fatto totalizzare 284.30 punti. Quanto basta per mantenere la terza posizione e portarsi a casa la medaglia di bronzo.

Elisa Cosetti

Cala il sipario, dunque, su questa prima esperienza in assoluto di una squadra femminile azzurra messa in piedi dalla Federazione italiana per i tuffi grandi altezze. Un lavoro di circa due anni – per Veronica Papa un anno e mezzo – per portare agli Europei di Roma una squadra composta da tre uomini e due donne.

L’inizio di un progetto proiettato nel futuro e che vedrà la giovane cameranese sicura protagonista: un anno e mezzo di lavoro non è nulla quando devi tuffarti da una piattaforma di venti metri, trovare i giusti meccanismi e riferimenti per la perfetta entrata in acqua, rigorosamente di piedi.

«La scelta di questo sport è avvenuta per caso – ha detto Veronica Papa al termine della competizione – stavo per lasciare lo sport agonistico per via dei tanti infortuni quando un tecnico della federazione mi ha invitato a provare i tuffi da grandi altezze. Una disciplina che è adrenalina pura. Adesso, dovrò lavorare per la pulizia dei tuffi. Sono molto felice di aver partecipato a questi Europei dopo così poco tempo di preparazione».

La classifica finale:

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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