Trofeo Coni under 14, alle Marche l’organizzazione dell’edizione 2017. A Senigallia il quartier generale

A Cagliari i giovani atleti marchigiani si aggiudicano 14 medaglie

ANCONA. Doppio successo delle Marche al Trofeo Coni di Cagliari. Non solo gli atleti marchigiani chiudono a quota 14 medaglie, migliorando la performance dello scorso anno, ma la delegazione torna dalla Sardegna con il testimone per l’organizzazione del Trofeo Coni 2017. Il quartier generale sarà a Senigallia, ma sarà coinvolta tutta la regione con i suoi impianti di alto livello.

I giovani atleti marchigiani sul podio
I giovani atleti marchigiani sul podio

Ottimo risultato per le Marche al 3° Trofeo Coni, che si è concluso domenica 25 settembre. Come regione, le Marche portano a casa quattro medaglie, l’oro nella ginnastica artistica, l’argento nel golf e nel nuoto sincronizzato con la doppia coppia di atlete composta da Giada Borgiani e Camilla Scialpi, Marta Amadori e Benedetta Bracchi, ed un bronzo negli sport e giochi di tradizione. Un bottino al quale si aggiungono le medaglie individuali degli atleti marchigiani (165 coinvolti in 25 diverse discipline), dieci in tutto: quattro ori, quattro argenti e due bronzi.

Sul primo gradino del podio salgono Giulia Giancola, Laura Addazii e Sara De Vincentiis della squadra di ginnastica artistica, la squadra della ruzzola, il nuoto sincronizzato del duo formato da Giada Borgiani e Camilla Scialpi, Federico Greganti nel fioretto maschile.

Priya Latchayya e Gian Marco Mascitelli portano l’argento nelle Marche per il golf
Priya Latchayya e Gian Marco Mascitelli portano l’argento nelle Marche per il golf

Priya Latchayya e Gian Marco Mascitelli portano l’argento nelle Marche per il golf. Un’altra medaglia d’argento va agli sport e giochi di tradizione nella classifica combinata ruzzola-freccette. Martina Cuccù con un punteggio di 2569 si aggiudica l’argento nell’atletica: 1,48 metri nel salto in alto, 9,47 secondi nei 60 metri ad ostacoli e 11,21 metri nel getto del peso.

Il bronzo va alla scherma nel fioretto femminile con Ludovica Masera e al calcio.

federico Greganti fioretto maschile
federico Greganti fioretto maschile

Ma il Trofeo Coni appena conclusosi resterà negli annali delle Marche non solo per le vittorie sui campi di gara. La giunta nazionale del Coni, riunitasi a Cagliari, ha assegnato infatti proprio alle Marche l’edizione numero 4 della manifestazione sportiva nazionale dedicata agli under 14. Il comitato regionale marchigiano ha deciso che farà di Senigallia l’headquarter del Trofeo Coni 2017, giudicandola tra le realtà del territorio più adeguate in termini di logistica e di presenza di strutture ricettive in grado di accogliere le oltre 4 mila persone previste, tra atleti ed accompagnatori. Ma tutto il territorio regionale sarà coinvolto nell’organizzazione e per l’utilizzo degli impianti sportivi più idonei allo svolgimento delle discipline che parteciperanno al Trofeo.

Ludovica Masera terza nel fioretto femminile
Ludovica Masera terza nel fioretto femminile

Soddisfatto il presidente del Coni Marche Germano Peschini. “Anche quest’anno il Trofeo Coni si è dimostrato un’esperienza sportiva e formativa formidabile per i giovani atleti marchigiani che hanno avuto la possibilità di gareggiare con i loro coetanei provenienti dalle altre regioni italiane, ma anche di confrontarsi con loro al di fuori dei campi di gara. È un onore, dunque – continua –, essere il prossimo anno la regione ospitante di questo importante evento che unisce la competizione agonistica ai valori della socializzazione, dell’integrazione e dello sport come divertimento. Si tratta di una grande opportunità per il nostro territorio anche in termini di promozione sportiva e turistica. Senigallia sarà il centro nevralgico della manifestazione perché grazie alle sue strutture ricettive ed alla sua posizione strategica rispetto alla rete viaria e dei trasporti è il luogo più consono ad una simile iniziativa, ma sarà coinvolta tutta la regione che presenta impianti sportivi di altissimo livello, ideali per lo svolgimento delle gare delle molteplici discipline e specialità previste dal Trofeo”.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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