Pallavolo giovanile, Maria Vittoria Paoletti da Camerano alla Nazionale

Claudio Principi, presidente Bftm Volley Summer: “Un talento da coltivare”

Camerano, 4 agosto 2022 – Le Marche del volley femminile possono godersi un nuovo talento pronto a sbocciare e ad affermarsi nel firmamento della pallavolo giovanile marchigiana. Si tratta di Maria Vittoria Paoletti, classe 2008, di Camerano, nata pallavolisticamente nella Bftm Volley Summer dove sta crescendo molto bene al punto che lo staff della Nazionale Giovanile le ha messo gli occhi addosso convocandola già per un paio di stage.

Nella lunga stagione appena conclusa Maria Vittoria Paoletti che preferisce farsi chiamare “Mavi”, ha percorso tutte le tappe disputando il campionato con le compagne della società di Camerano, convocata costantemente con la selezione del Comitato Territoriale Ancona e facendo parte del gruppo di quattordici atlete che ha disputato il Trofeo dei Territori a Camerino conclusosi con il secondo posto finale.

Di lì a poco coach Gambelli l’ha convocata per il Regional Day alla presenza degli allenatori della Nazionale Mencarelli e Maghella ai quali non sono sfuggite le potenzialità di questa attaccante. Convocata nella selezione del Comitato Regionale Marche, Mavi Paoletti ha fatto parte del gruppo allargato che ha lavorato in previsione della partecipazione al Trofeo delle Regioni di Salsomaggiore. Inclusa nel gruppo delle quattordici nonostante tutte le compagne fossero di un anno più grandi, ha vissuto un’altra esperienza importante, formativa sia sotto l’aspetto personale che pallavolistico.

Quindi è arrivata la convocazione nella Nazionale Under 16 per partecipare ad uno stage di dieci giorni a Sparinise in Campania, dove si è potuta allenare in un gruppo formato dalle ventidue atlete classe 2008 più promettenti d’Italia provenienti da diverse società.

Al termine dello stage la giovanissima atleta di Camerano è stata convocata anche per il secondo appuntamento svolto in Calabria. Ora, per lei, c’è il meritato riposto in attesa di ripartire nella prossima stagione agonistica nella sua Camerano, ma con l’orgoglio di aver indossato i colori della Nazionale e con tutta l’intenzione di tornare a vivere quell’esperienza.

Per la società Bftm Volley Summer le qualità di Mavi Paoletti sono motivo di grande orgoglio e premiano l’impegno e la passione di questa giovanissima. In quarant’anni di pallavolo il presidente Claudio Principi ha visto crescere tante giovanissime atlete: «Un talento come il suo va coltivato – dice – Ci impegneremo tutti al massimo per aiutarla a migliorarsi ulteriormente».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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