Pallamano Camerano – Vittoria mancata, salvezza sempre più lontana

Campionato maschile Pallamano serie A2 – settima di ritorno

Carrara – Camerano 29 : 25

primo tempo 14 : 13

Carrara – Ieri, sul parquet del Palasport Avenza di Carrara è andata in scena la settima giornata di ritorno del campionato maschile di pallamano serie A2 girone C. Incontro delicatissimo per gli ospiti che necessitano dei due punti per sperare ancora nella permanenza in questa categoria.

Carrara – Il Camerano in attacco

La chiave di volta stava tutta in questa partita. Il Camerano, a quota 12, con una vittoria avrebbe superato il Carrara e il Poggibonsi in un colpo solo, fermi a quota 13; ma così non è stato.

Il Camerano ha giocato tutto il primo tempo sul filo del rasoio, punto a punto contro i padroni di casa in un avvicendarsi continuo. Prima frazione che si chiude sul 14 a 13 per i toscani, e questo parziale la dice lunga sull’andamento dell’incontro.

Carrara – Un attacco dei padroni di casa

Il secondo tempo riprende con troppi errori in attacco commessi dagli ospiti, nonostante una buona reazione che li porta ad un vantaggio di 3 reti. A fare la differenza sono gli ultimi 8’, con un’impennata dei padroni di casa che riagguantano il vantaggio e si aggiudicano tutta la posta in palio. La partita termina 29 a 25.

Per il Camerano la salvezza resta appesa a un filo, un lumicino lontano che per crescere ha bisogno di carattere, grinta, fiducia e… una buona fetta di fortuna.

Prossima partita in casa a Camerano il 18 marzo ore 18.00 contro il Bastia.

Carrara – Timeout Camerano

Carrara: Bisori, Tognetti, Meoni 5, Perfigli 5, Mazzanti 6, Benedetti 1, Lorenzini 1, Frank 9, Vanello 2, Poletti, Calevro, Frescili, Vezzoni, Maselli. Allenatore, Del Monte

Camerano: Badialetti 3, Boccolini 9, Campanale, Fabiani, Marinelli 3, Osimani, Pagliarecci 1, Recanatini 1, Sanchez, Cirilli 5, Gardi 2, Manfredi 1, Scandali . Allenatore, Campana
Risultati 7ª giornata – ritornoAMBRA – CHIARAVALLE 33 – 20

MONTEPRANDONE – MASSA MARITTIMA 28 – 31

RAPID NONANTOLA – BASTIA 35 – 20

PARMA – SECCHIA RUBIERA 19 – 17

CARRARA – CAMERANO 29-25

POGGIBONSESE – FAENZA 14-28

Prossima giornata 8ª di ritorno

AMBRA – POGGIBONSESE

SECCHIA RUBIERA – CARRARA

RAPID NONANTOLA – MONTEPRANDONE

MASSA MARITTIMA – PARMA

CHIARAVALLE – FAENZA

CAMERANO – BASTIA

 

di Rosalba Rubini


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

© riproduzione riservata


link dell'articolo