Pallamano Camerano, grande soddisfazione per tutto il vivaio giovanile

Nella Youth League l’Under 20 chiude sesta, mentre l’Under 15 non accede alla fase nazionale

Camerano, 8 giugno 2022 – Intense giornate quelle trascorse dai giovani dell’Under 20 della Pallamano Camerano maschile, che hanno affrontato la fase finale di Youth League essendo arrivati tra le migliori otto squadre d’Italia.

I gialloblù hanno affrontato le squadre del girone 1 esordendo con una sconfitta nella prima gara contro il Cassano Magnago, impostosi successivamente come Campione d’Italia; una gara avvincente dove i cameranesi hanno lottato fino al termine dell’incontro, terminato con il risultato di 18-27.

Under 20 in azione (maglia rossonera)

Nella seconda partita giovani di coach Filiberto Kokuca hanno affrontato il Brixen, squadra ostica che ha evidenziato importanti individualità. L’incontro è terminato a favore dei gialloblù per 27-21.

Nell’ultima gara del girone 1 i gialloblù hanno affrontato il Lanzara, uno scontro avvincente andato avanti fino al fischio finale. Grande gioco e voglia di vincere quella dimostrata dai ragazzi di coach Kokuca, che hanno perso solo sul finale con lo scarto di un solo gol: 32-33 a favore dei campani.

Per i cameranesi non è rimasta che l’importante vetrina della finale valida per il quinto e sesto posto. L’avversario di turno è stato il Meran che ha messo in campo i suoi talenti del vivaio giovanile. Camerano ha dimostrato un gioco importante ma, nonostante ciò, è stato sconfitto e si è dovuto accontentare della sesta piazza.

Simone Giambartolomei

Al di là del risultato, per i gialloblù resta la grande soddisfazione di essere arrivati a giocare con le migliori otto squadre d’Italia. Grande orgoglio per Simone Giambartolomei, premiato come miglior terzino, premio già ricevuto nell’edizione scorsa delle finali nazionali Under 17.

Per l’Under 15, grande soddisfazione per essere arrivati a giocare la finale interzona, una gara da vincere per poter accedere alla fase nazionale. I giovanissimi gialloblù sono scesi in campo a Chiaravalle arrivando secondi. Nonostante la mancata qualificazione, la società cameranese ha fatto grandi complimenti alla squadra per aver dimostrato una grande determinazione.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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