Pallamano Camerano fermata dal Romagna Handball

La prima uscita del nuovo anno si apre con una sconfitta di misura

PALLAMANO CAMERANO – ROMAGNA HANDBALL 18-21 (7-10 pt)

Camerano, 14 gennaio 2019 – La Pallamano Camerano cade in casa contro il Romagna Handball. Al termine di un match tirato i ragazzi di coach Sergio Palazzi vengono a battuti a domicilio dai romagnoli per 18-21. Una vittoria sfumata nelle ultime battute di gara; comunque, vengono confermati i progressi visti finora da parte dei gialloblu.

Avvio spigoloso da ambo le parti, con le squadre che fanno fatica a trovare la via del gol. I locali riescono ad andare sul 4-0 ma la Pallamano Camerano rimane in linea di galleggiamento evitando la fuga degli avversari. La sfida è equilibrata e si va al riposo lungo sul 7-10.

Alla ripresa delle ostilità i ragazzi di coach Palazzi si avvicinano e riescono nell’aggancio (13-13) grazie alla rete di Grilli al 18′. Si prosegue con un botta e risposta emozionante, poi Cirilli piazza due reti in successione che valgono il 17-15 a meno di sei minuti dal termine. Il Romagna Handball non ci sta e trova un break decisivo di 0-4 che decide le sorti del match. I gialloblu non ne hanno più nelle ultime battute e chiudono sul 18-21.

Ci aspettavamo una partita di questo tipo – commenta coach Sergio PalazziAbbiamo difeso bene ma non siamo riusciti a capitalizzare le diverse occasioni create, merito anche del portiere Martelli. Il 6-1 di parziale nel finale ci ha condizionati perché eravamo stati bravi con pazienza e con calma a rimanere attaccati alla partita. Poi è emersa un pò di stanchezza nel finale, comunque c’è rammarico perché i nostri avversari, in versione rimaneggiata come erano oggi, sono una squadra battibile ma non ci siamo riusciti“.

Il Tabellino

PALLAMANO CAMERANO: Badialetti 1, Boccolini, Cirilli 3, Gardi 4, Marinelli G. 2, Recanatini, Sabbatini, Sanchez, Scandali 1, Selmani, Grilli 5, Manfredi 2, Marinelli T., Covali, Guerrero All. Palazzi

ROMAGNA HANDBALL: Andalo 1, Boukmris 2, Folli, Gollini 3, La Posta, Panetti, Sani, Tassinari 4, Amaroli, Bosi, Leotta 3, Luppi. Martelli, Medri, Botaru 8, Babini All. Tassinari

Arbitri: Anastasio – Zappaterreno

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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