Pallamano Camerano, entra nel roster Vincenzo Laera

In arrivo dal Benevento Laera vanta una carriera importante: “La squadra è giovane e motivata, c’è voglia di dare il meglio, di arrivare ai primi posti”

Camerano, 2 settembre 2022 – Ha solo 24 anni, eppure le sue gesta in campo lo hanno fatto già diventare un giocatore importante. È Vincenzo Laera, che dopo un’ottima stagione al Benevento, è pronto al suo ingresso nel mondo della pallamano marchigiana. Lo farà nel roster a disposizione di coach Davide Campana, l’allenatore della Pallamano Camerano.

«Ho visto una squadra giovane, piena di ragazzi motivati, vogliosi e grintosi – dice Laera, commentando il primo impatto con i compagni di squadra gialloblù – Il mio arrivo a Camerano è stato quasi improvviso. Sono stati i dirigenti a chiamarmi e sin da subito ho capito che si trattava di un progetto valido e guidato da persone con un grande spirito».

Vincenzo Laera

Giocatore poliedrico e capace, Laera si è dimostrato pronto a sfide impegnative ed in grado di adattarsi per rispondere ai bisogni della sua squadra. «Ho fatto per molti anni il terzino sinistro però mi adatto a qualsiasi ruolo. Ormai mi manca soltanto di fare il pivot, considerando che da piccolo ho giocato anche come portiere» dice scherzando. Anche se confessa di prediligere la prima linea: «è qui che mi piace giocare di più – ma dove c’è bisogno, lui va – Centrale, terzino destro o sinistro, ala: nessun problema per me», aggiunge.

Una carriera, la sua, iniziata nell’ormai lontano 2007 e suggellata dall’ingresso in serie A Elite ad appena 13 anni, nella stagione 2011/12. Neanche un anno ed arriva anche la convocazione in Area Sud, cui seguirà il titolo di campione d’Italia under-16 conquistato nel 2013/14 col Noci ed una nuova convocazione in Area Sud. Poi il Conversano, con cui ha condiviso la Fase Finale del campionato Under 21, prima di tornare dove è tutto cominciato, al Noci.

«Essendo molto scaramantico, parto con aspettative basse – confessa sorridendo Vincenzo alla domanda su cosa si aspetti da questa nuova avventura con la Pallamano Camerano – Mi piace sorprendere, dare il meglio. C’è voglia di fare bene, arrivare nei primi posti. Mi aspetto partite di livello già dall’esordio del Campionato».

Sulle squadre che i gialloblù dovranno affrontare nel corso di questa stagione, Laera conclude: «Il girone di quest’anno è pieno di insidie, di squadre di livello e dalla grande storia. Tutte società che hanno fatto ultimamente almeno quattro o cinque innesti di valore».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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