Pallamano Camerano batte Poggio a Caiano e ritrova il sorriso

Prestazione memorabile di squadra e società che dedicano la vittoria a Matteo Gardi e alla sua famiglia

Handball – Serie A2 maschile girone B

AMBRA HANDBALL – PALLAMANO CAMERANO 18-31 (11-13 pt)

28 febbraio 2021 – La Pallamano Camerano torna al successo dopo due stop consecutivi e riprende il suo cammino in classifica. I ragazzi di coach Davide Campana si impongono per 18-31 sull’Ambra Handball con una prestazione gagliarda e convincente: una sfida non così facile per i gialloblu che hanno avuto il loro da fare per imporsi sui toscani.

Il primo tempo si è vissuto sui binari dell’equilibrio con un continuo botta e risposta tra le due compagini ed al riposo lungo i gialloblu hanno chiuso avanti per 11-13.

Nella ripresa, dopo un avvio in equilibrio, i ragazzi di coach Campana prendono il largo nella seconda metà di frazione scavando il solco necessario per ottenere questo prezioso successo.

«Nonostante le diverse assenze, visto che avevamo solo nove giocatori di campo, abbiamo fatto una prestazione memorabile – commenta coach Campana – perché è incredibile quello che abbiamo fatto oggi (ieri, ndr). Ambra è una squadra con individualità importanti, hanno cambiato quasi tutto il roster, e da parte nostra abbiamo sfoderato una prestazione eccezionale, soprattutto chi fino ad oggi non è stato mai chiamato in causa troppo spesso. Da sottolineare ancora la prestazione di Mattia Bilò, che oggi ha dovuto tenere per 60 minuti le redini della squadra. Deve migliorare tanto Mattia sotto alcuni aspetti ma ha le possibilità per diventare un punto fermo di questa squadra».

Coach Davide Campana

Coach Campana ha parole d’elogio un po’ per tutti. «Grande prestazione di Mario Sanchez e di Lorenzo Osimani, ma veramente da parte mia va a tutti un plauso generale, anche al mio vice Matteo Bellotti. Siamo riusciti a vincere con uno scarto elevato, con una formazione rimaneggiata, e questo deve farci capire che stiamo lavorando molto bene, quindi la nostra organizzazione di gioco va oltre ogni individualità. Infine, squadra e società, vorremmo dedicare questa vittoria a Matteo Gardi e alla sua famiglia, perché se oggi abbiamo dato il cuore è stato anche per dedicarla a loro».

Il Tabellino

AMBRA HANDBALL: Ballerini 5, Cioni 1, Deda 4, Francalanci, Fratini R., Fratini A., Giovannelli, Gradi, Grassi, Liccese 6, Maraldi, Mocellin 1, Morini, Nozzoli, Randis 1, Vannini All. Della Rocca

PALLAMANO CAMERANO: Baldoni, Bilò 2, Boccolini 1, Covali 5, Grilli 12, Marinelli 6, Osimani, Sanchez, Scandali 3, Selmani 2 All. Campana

Arbitri: Colombo – Rizzo

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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