Judo Club Camerano porta tre atleti all’European Junior Cup

Ennesima sfida al vertice per la blasonata società

Camerano – Il prossimo sarà un week end davvero speciale per la squadra agonistica del Judo Club Camerano. Saranno infatti ben tre gli atleti della società che parteciperanno con la rappresentativa italiana alla tappa del circuito europeo della categoria Under 20 a Lignano Sabbiadoro.

da sinistra: Arianna Manzoni, Priscilla Binci, Francesco Malatini e il tecnico Marco Montanari
da sinistra: Arianna Manzoni, Priscilla Binci, Francesco Malatini e il tecnico Marco Montanari

Il tecnico Marco Montanari schiererà Francesco Malatini KG -66, Arianna Manzoni KG-63 e Priscilla Binci KG -52. Tutti e tre i ragazzi sono in ottima posizione nella ranking list italiana ed hanno acquisito il diritto di partecipare al circuito europeo di categoria.

Un ennesimo grandissimo risultato per il Club Judo cameranese che va ad aggiungersi ad un palmares invidiabile. È ancora vivo, fra gli appassionati, il ricordo del titolo nazionale di categoria 2016 conquistato da Jean Carletti; solo per ricordare l’ultimo successo in ordine di tempo.

«Tutte le nostre manifestazioni sono a carattere Nazionale – spiega Marco Montanari, responsabile del Club – ogni fine settimana ci confrontiamo con le società delle maggiori città e metropoli Italiane. Sabato e domenica prossimi, combatteremo con le maggiori nazionali d’Europa».

Ma l’agonismo non è tutto per il sodalizio nostrano: «Infatti è così – conclude Montanari – La nostra struttura non è solo agonismo, ci piace sottolineare il lavoro del tecnico responsabile dei bambini Benedetto Tontarelli. Grazie al Judo il nome della città di  Camerano è conosciuto in tutta Italia». Visitando il sito internet del Club, www.judoclubcamerano.it , si può capire di che splendida realtà stiamo parlando.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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