Jean Carletti vice Campione d’Italia under 20 e cintura nera

Ennesimo grande risultato per il Judo Club Camerano

Camerano – Lo scorso weekend al PalaPellicone di Ostia Lido (Roma), si è svolta la finale del Campionato Italiano classe cadetti (under 18). Il Judo Club Camerano ha partecipato a questa finale nazionale con 3 atleti, Alessio Recanatini e Jean Carletti nei maschi, Sara Giannelli nelle femmine.

Roma, Ostia Lido – Il PalaPellicone, teatro dei Campionato italiano cadetti under 18

È arrivato l’ennesimo risultato per Jean Carletti e per il sodalizio di Camerano. Medaglia d’argento e cintura nera conquistata. Jean, in tre anni di agonismo ha vinto tre medaglie ai Campionati Italiani, due nella classe Under 16 e questa al suo primo anno nell’under 18. Da sottolineare che essendo al primo anno, sui tre della classe, ha davanti a sé altri due anni per continuare a puntare a traguardi sempre più prestigiosi.

Entrato nel tabellone come testa di serie n° 1, ha sbaragliato nettamente la concorrenza con tre Ippon per approdare poi in finale. Peccato per la sconfitta al cospetto di un atleta di due anni più grande e con un’esperienza maggiore sia in campo nazionale che internazionale, ma Jean fino all’ingenuità che gli è costata la vittoria era in vantaggio e quindi un po’ di amarezza rimane.

Roma, Ostia Lido – Jean Carletti, primo a sinistra, sul podio

Oltre alla medaglia, Jean ha conquistato anche il grado di cintura nera I° Dan. Così giovane, ma pure così determinato, fa già parte del giro della Nazionale Italiana cadetti.

Meno brillanti le prove degli altri due ragazzi di Camerano che sono stati entrambi eliminati nei turni preliminari. Nessuna vittoria per Alessio Recanatini nei pesi massimi maschili, una sola vittoria per Sara Giannelli nei +70 femminili.

A sinistra, il tecnico Marco Montanari con il suo pupillo Jean Carletti

«Siamo molto soddisfatti per la medaglia di Jean anche se personalmente avrei ovviamente preferito un epilogo diverso – ha commentato il suo tecnico, Marco MontanariIl ragazzo che ha sconfitto il nostro Carletti in finale è molto più esperto di lui, ma sono sicuro che con più attenzione il nostro atleta avrebbe potuto dire la sua per il titolo fino alla fine. Il nostro obbiettivo, adesso, è di continuare a farlo crescere tecnicamente e magari di preservarlo da facili entusiasmi»

Prossimo impegno per il Judo Club Camerano è la finale del Campionato Italiano Juniores del 12/13 Maggio.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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