Jean Carletti del Judo Club Camerano Campione d’Italia assoluto

Con una gara superba ha dominato tutti i suoi avversari nella classe -100 kg

Camerano, 12 dicembre 2022 – Sabato 10 e domenica 11 dicembre a Settimo Torinese, nel bellissimo impianto del Pala200, si sono svolti i Campionati italiani assoluti di Judo 2022 massima espressione del Judo in Italia a tutti i livelli.

Jean Carletti, atleta del Judo Club Camerano, con una gara superba ha vinto il titolo nella classe dei -100 kg. Gara impressionante la sua, ben cinque incontri disputati senza mai subire un punteggio contro, dominando dal primo all’ultimo tutti i suoi titolati avversari.

Settimo Torinese – Jean Carletti del Judo Club Camerano sul gradino più alto del podio agli Assoluti 2022

Seguito a bordo tatami dal suo tecnico Marco Montanari, Jean ha vinto agevolmente i primi due incontri nei turni preliminari. Ai quarti le cose hanno iniziato a farsi serie: Carletti si è trovato di fronte Davide Pozzi dell’Akyama Settimo Torinese padrona di casa, testa di serie numero 1 del tabellone. L’incontro è durato una manciata di secondi perché con un magnifico tiro Jean ha “fulminato” il suo avversario garantendosi l’accesso alla semifinale.

Per arrivare in finale Jean ha dovuto superare Luca Galbiati, già medaglia d’argento lo scorso anno. Anche qui non c’è stata partita e dopo poco più di un minuto per il cameranese è arrivata la vittoria netta.

L’incontro di finale per la medaglia d’oro ha visto contrapposti il rappresentante di Camerano e il Carabiniere Francesco Basso. L’atleta del Judo Club non ha lasciato scampo all’avversario dominando l’incontro, e quando era già in netto vantaggio la squalifica di Basso per troppa passività gli ha regalato il titolo italiano assoluto.

Settimo Torinese – da sx, il tecnico Marco Montanari con il neo campione italiano -100 kg Jean Carletti

Ovvia l’esplosione di gioia da parte di tutto l’entourage cameranese per questo successo di grande prestigio ma soprattutto meritato e senza discussione.

«Oggi Jean non ha avuto rivali e si è regalato una giornata di gloria – ha commentato il suo tecnico, Marco montanari – Ha vinto il titolo in tutte le categorie, e da secondo anno junior vincere un assoluto non è routine. Per Camerano è il secondo titolo Assoluto dopo Despaigne, ma ovviamente questo ha un altro sapore perché Jean è nato e cresciuto con noi. L’anno scorso con la sua compagna Arianna Manzoni avevamo già disputato una finale per la medaglia agli Assoluti e quest’anno abbiamo vinto il titolo. Questo non ha eguali nella nostra regione ed è sinonimo di grande qualità».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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