Handball – Domenica al PalaPrincipi arriva il Bologna United

Mario Sanchez, portiere dei gialloblu: “Non sottovalutiamo nessuno e scendiamo sempre in campo per giocarcela”

Handball A2 maschile girone B – prima giornata di ritorno

Camerano, 30 gennaio 2021 – Prima giornata del girone di ritorno del campionato di A2 per la Pallamano Camerano. Dopo quello di andata, a dir poco straordinario, i ragazzi di coach Davide Campana sono pronti a tornare in campo per la seconda consecutiva tra le mura amiche del PalaPrincipi per ospitare il Bologna United.

Una classica sfida fra testa e coda della classifica, con i cameranesi lassù in alto e i bolognesi fanalino di coda con zero punti. Un match comunque da non sottovalutare, considerando che probabilmente gli emiliani potranno contare su alcuni rinforzi come ribadito da Mario Sanchez.

Mario Sanchez, portiere uruguaiano della Pallamano Camerano

«Non sottovalutiamo nessuna partita – afferma il portiere uruguaiano – e le affrontiamo tutte allo stesso modo, preparandole con il nostro staff tecnico. Non sappiamo ancora se il Bologna United potrà contare su alcuni volti nuovi, comunque affrontiamo tutti gli avversari con lo stesso rispetto, né temiamo né sottovalutiamo nessuno, scendiamo sempre in campo per giocarcela».

In merito alla posizione di vertice occupata dalla Pallamano Camerano, Mario si dice soddisfatto. «Anche se sono il veterano della squadra – conclude – è sempre una bella soddisfazione essere in vetta alla classifica. È un campionato strano, è vero, però abbiamo lavorato duro e ce lo meritiamo tutti perché il lavoro duro paga. Speriamo di arrivare fino alla fine della stagione in questo modo».

Fischio d’inizio domenica 31 gennaio alle ore 18.00 al PalaPrincipi di Camerano. Dirigono l’incontro Marco Doronzo e Davide Ciapetti.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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