Handball – Camerano vince in casa e scala la classifica

Secondo successo consecutivo per i ragazzi di coach Palazzi

Pallamano Camerano – Modula Casalgrande 34-28 (16-13 pt)

Camerano, 18 novembre 2019 – La Pallamano Camerano continua nel suo ottimo momento inanellando la seconda vittoria consecutiva. I gialloblu, ieri, hanno piegato la Modula Casalgrande per 34-28 dopo aver condotto il match per lunghi tratti. Altri due punti preziosi che permettono ai ragazzi di coach Sergio Palazzi di scalare posizioni in classifica.

Avvio di partita equilibrato, poi Grilli e Marinelli danno il primo scossone al match, 10-3 all’11’. I padroni di casa gestiscono il margine ma nel finale gli ospiti accorciano rientrando sul 16-13 con cui si va al riposo lungo.

Camerano – Modula Casalgrande

Alla ripresa delle ostilità i gialloblu rimangono davanti ed allungano sul 26-20 al 14’. La compagine di coach Scorziello trova un ispirato Giubbini che tiene a galla i suoi. Negli ultimi dieci minuti però la Pallamano Camerano allunga e stacca i rivali, chiudendo sul 34-28 finale.

Un’ottima partita conclusa con una bella vittoria – commenta l’allenatore Palazzi – Adesso, iniziano delle partite casalinghe contro avversarie che come noi lottano per la salvezza quindi vincere è importante. Sapevamo che avevamo di fronte un avversario ostico ma siamo partiti bene specialmente a livello difensivo: poi abbiamo sofferto il loro cambio di difesa e la partita si è un po’ riaperta. Nel secondo tempo siamo stati bravi a creare un buon margine e a gestire nel finale. Ci tengo a sottolineare il primo gol in A2 del 2002 Mattia Bilò, che è sceso in campo con personalità, e penso che debba essere anche uno stimolo per tutti i nostri giovani”.

Il Tabellino

PALLAMANO CAMERANO: Antonelli 1, Badialetti 5, Bilò 1, Boccolini 1, Covali 3, D’Agostino 4, Gardi, Giambartolomei, Grilli 13, Marinelli T. 2, Marinelli G. 5, Osimani, Recanatini 1, Sanchez, Scandali 1, Selmani 3 All. Palazzi

MODULA CASALGRANDE: Aldini 4, Barbieri, Cocchi, Dimitric 1, Galopin 1, Giubbini M. 1, Giubbini E. 12, Lamberti 6, Lenhoti 1, Prandi, Prodi, Ricciardo, Scalabrini 2, Seghizzi 3, Toro, Vezzelli 1 All. Scorziello

Arbitri: Romana Giancarlo – Dionisi Carlo

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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