Handball – Camerano si arrende alla supremazia del Carpi

I gialloblu hanno sempre rincorso gli avversari senza mai riuscire a mettere la testa avanti

Handball A2 M girone B

PALLAMANO CAMERANO – CARPI 24-34 (14-19 pt)

Camerano, 22 febbraio 2021 – Camerano cede per 24-34 contro Carpi. In una partita giocata ad altissimi ritmi da ambo le parti, i gialloblu alla fine si sono dovuti arrendere alla forza degli emiliani. I ragazzi di coach Davide Campana hanno provato in tutti i modi a scardinare una difesa decisamente solida come quella di Carpi. Onore ai gialloblu che ce l’hanno messa tutta, ma non è bastato per fermare la corsa della capolista in classifica.

Partenza in salita per i padroni di casa che dopo cinque minuti sono già sotto, 2-4. L’ottima organizzazione difensiva del Carpi mette in difficoltà i gialloblu che faticano a trovare il tiro da buona posizione. Al 10′ Camerano riesce a stare in scia grazie a due prodezze di Grilli, 5-7. L’ottima presenza fisica degli ospiti ed un’organizzazione difensiva di tutto rispetto, mettono in difficoltà la squadra di casa che non riesce a pungere come vorrebbe e Carpi la infila spesso in contropiede, grazie ai suoi velocisti Ceccarini e D’Angelo.

Camerano – Carpi, Selmani in azione

Gardi e Covali, grazie a delle belle giocate, riescono a trovare la porta ed accorciare sul 13-19 ad un minuto dalla fine: la partita si regge a ritmi elevati, a controprova dell’ottima qualità delle due compagini, e si va al riposo lungo sul 14-19.

Avvio di ripresa con i gialloblu che provano a recuperare ma la difesa di Carpi continua a non sbagliare, solo grazie agli spunti di Marinelli il risultato rimane ancora aperto, 16-22. A metà della ripresa i ritmi continuano ad essere elevati, con Carpi che mantiene un discreto vantaggio sui padroni di casa, 19-24, e con Sanchez autore di belle parate mentre Badialetti è protagonista in questo frangente. Una fase in cui la Pallamano Camerano spinge nel cercare di dimezzare lo svantaggio ma trova sempre la risposta dell’estremo difensore ospite.

Carpi gestisce il vantaggio a 4′ dalla fine, 22-32, con i ragazzi di coach Campana che sembrano oramai rassegnati di fronte comunque alla squadra più attrezzata del campionato. Finisce 24-34.

Nel pomeriggio c’è stato anche l’esordio della squadra impegnata nel campionato di serie B, vincitrice contro Monteprandone per 29-27. «Oggi c’è stato l’esordio della squadra guidata da Matteo Bellotti – dice coach Campana – con una vittoria contro una squadra organizzata come il Monteprandone. Sono contento per i ragazzi perché, con la situazione del Covid, il campionato è stato posticipato fino ad ora e non era facile tenere alti i ritmi e l’attenzione. Con Matteo hanno fatto un lavoro importante e rispetto all’anno scorso siamo ancora cresciuti».

Il Tabellino

CAMERANO: Badialetti 2, Baldoni, Bilò 2, Boccolini, Covali 6, Gardi 4, Giambartolomei 1, Grilli 4, Manfredi, Marinelli 3, Osimani, Sanchez, Scandali 1, Selmani 1 All. Campana

CARPI: Beltrami 2, Ben Hadj, Bonacini Boni, Carabulea, Ceccarini 5, D’Angelo 3, Grandi 5, Jurina, Lamberti, Malagola 6, Pieracci 5, Serafini 1, Soria 6, Usilla 1, Vastano All. Serafini

Arbitri: Ciotola – Romana

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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