Handball – Camerano in trasferta in terra toscana

Contro l’Ambra per rialzare subito la testa. Fischio d'inizio sabato 27 febbraio alle ore 18.30 al Palasport Pacetti di Poggio a Caiano

Camerano, 26 febbraio 2021 – Rialzare la testa con una grande prova d’orgoglio, questo l’obiettivo della Pallamano Camerano in questo fine settimana. Fin qui, un campionato straordinario quello dei gialloblu fermati solo nelle ultime due uscite: la prima fuori casa contro la corazzata Follonica, la seconda in casa contro la capolista Carpi. Ma entrambe le partite sono state giocate comunque a testa alta.

La trasferta toscana, in casa dell’Ambra, potrà permettere ai marchigiani di tornare a casa col bottino pieno: gli avversari sono sempre da temere ma in questo caso giocheranno con rivali che ricoprono le parti basse della classifica.

Coach Davide Campana

«Ci aspetta una partita difficile contro un avversario ostico – anticipa un guardingo coach Campana – Ambra è una formazione rinnovata rispetto alla partita d’andata, con innesti che hanno sicuramente migliorato la squadra. Noi veniamo da due sconfitte ma da altrettante buone prestazioni, soprattutto l’ultima in casa contro la capolista».

Il Camerano non deve abbattersi in questa fase, visto l’eccellente campionato che sta vivendo. Sono comunque terzi, alle spalle del Carpi e del Secchia Rubiera che sono risultate le più attrezzate del girone.

«Valuteremo anche rotazioni con i giocatori della serie B, che avranno la partita domenica, per dare il minutaggio ai ragazzi più giovani che si sono comportati bene – conclude Campana – Vorrei chiudere con un saluto alla famiglia Gardi per il lutto subito, siamo stati molto male questa settimana per Matteo e volevamo stringerci tutti quanti intorno a lui».

Fischio d’inizio sabato 27 febbraio alle ore 18.30 al Palasport Pacetti di Poggio a Caiano (PO). Dirigono l’incontro Alessandro Colombo e Cristiano Rizzo.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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