Handball – Camerano fa suo il derby con Chiaravalle

Per i gialloblu sono i primi due punti della nuova stagione

PALL. CHIARAVALLE – PALL. CAMERANO 15-22 (8-11 pt)

Serie A2 Maschile stagione 2019/2020

Chiaravalle, 16 settembre 2019 – La Pallamano Camerano coglie il primo successo in campionato. I gialloblu si sono imposti per 22-15 a Chiaravalle nel derby di giornata. Due punti preziosi che permettono ai ragazzi di coach Sergio Palazzi di smuovere la classifica ed è un buon viatico in vista del prosieguo della stagione.

Partono bene i padroni di casa che nei primi 12 minuti prendono il largo, 7-2, tuttavia i gialloblu con un contro break di 0-9, con Gardi sugli scudi, toccano il 7-11 prima della rete allo scadere di Tanfani che vale l’8-11 con cui si va al riposo lungo.

Chiaravalle – Il Camerano in un’azione d’attacco

Nella ripresa Camerano gioca più in scioltezza toccando il 10-18 dopo 15 minuti di gioco. I padroni di casa non mollano e rientrano sul 14-19, ma negli ultimi sette minuti i ragazzi di coach Palazzi allungano nuovamente chiudendo sul 15-22.

Volevamo i due punti e li abbiamo ottenuti – commenta l’allenatore gialloblu Sergio Palazzi – Ancora una volta con un inizio di gara migliorabile in cui il duello col portiere ha fatto la differenza perché noi abbiamo sbagliato tanto e Chiaravalle no. Ma la consapevolezza sulle nostre capacità sta crescendo, non ci siamo scomposti e, difesa dopo difesa, abbiamo recuperato e chiuso il primo tempo con un parziale di 9-1. Nel secondo tempo abbiamo di nuovo sbagliato troppo, ma gestito bene alcune situazioni di difficoltà. Hanno esordito in Serie A2 Antonelli, Bilò e Giambartolomei e sono molto contento del loro approccio alla gara“.

Il Tabellino 

CHIARAVALLE: Albanesi (1), Ballabio, Braconi, Brutti, Ceresoli M., Ceresoli S. (1), Cognini (2), Maltoni, Medici, Molinelli, Rumori, Santinelli (3), Selimi (5), Silvestri, Tanfani (1), Vichi (2). All. Cocilova.

CAMERANO: Antonelli, Badialetti (3), Bilò, Boccolini (4), Covali (4), D’Agostino (4), Gardi (3), Giambartolomei, Grilli, Marinelli G. (1), Marinelli T. (1), Osimani, Recanatini (2), Sanchez, Scandali, Selmani. All. Palazzi.

Arbitri: Kurti – Maurizzi

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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