Handball – Camerano espugna Bologna

Terzo successo consecutivo per i ragazzi di coach Palazzi

2 Agosto Bologna – Pallamano Camerano 22-23 (7-11 pt)

Bologna, 24 novembre 2019 – La Pallamano Camerano non si ferma più. I ragazzi di coach Sergio Palazzi espugnano il campo del 2 Agosto Bologna per 22-23 dopo una prestazione gagliarda. Si tratta del terzo successo consecutivo per i gialloblu che attraversano un ottimo momento di forma: nelle ultime quattro giornate tre successi ed una sconfitta di misura contro Parma, a conferma della crescita della squadra.

Pronti via ed i padroni di casa piazzano subito un break di 4-0, ma la Pallamano Camerano trova un contro break di 0-5 grazie a Badialetti. Si prosegue punto a punto fino al finale, quando i gialloblu, grazie a Gardi, allungano sul 7-11 con cui si va al riposo lungo.

Bologna – L’esultanza della panchina della Pallamano Camerano

Alla ripresa delle ostilità i ragazzi di coach Sergio Palazzi mantengono il margine per larghi tratti della gara, ma negli ultimi dieci minuti i locali accorciano sul 20-21. Finale intenso, con i gialloblu che toccano il 20-23 grazie alla doppietta di Grilli. Gli emiliani rimangono lì ma si fermano sul 22-23.

Sono contentissimo di questa vittoria – commenta coach Sergio Palazzi – Temevamo la fisicità del 2 Agosto ma abbiamo giocato una ottima partita difensiva, non facile avendo chiesto ai ragazzi compiti a cui sono poco abituati. In attacco abbiamo fatto un po’ più fatica, Gardi e Grilli sono stati bravissimi ed è molto importante quando le ali aiutano così la squadra. Sono due punti pesantissimi, viste anche le assenze di capitan Recanatini e dei due Marinelli. Ci danno ulteriore fiducia, dobbiamo continuare su questa strada“.

Il Tabellino 

2 AGOSTO BOLOGNA: Bedosti, Simiani, Vanoli 2, Tedros 5, Mulanep 2, De Giuseppe, Cattabriga, Mei 1, Lavelli 2, Severino, Bengeo, Manetti 3, Argentin 2, Mandelli, Zoboli 5, Sidibe All. Melis

PALLAMANO CAMERANO: Osimani, Bilò, Gradi 5, Scandali, Selmani, D’Agostino 1. Brilli, Grilli 8, Covali 4, Antonelli, Sanchez, Boccolini, Badialetti 5 All. Palazzi

Arbitri: Colasanto Marco – Aldea Andreea Maria

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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