Handball – Alla ripresa del campionato Camerano fa il botto a Tavarnelle

Basta un gol in più ai gialloblù per restare nei piani nobili della classifica

TAVARNELLE – PALLAMANO CAMERANO 21-22 (10-10 pt)

Camerano 13 dicembre 2020 – La Pallamano Camerano ritorna in campo e lo fa subito con il botto. I ragazzi di coach Davide Campana espugnano il parquet del Tavarnelle per 21-22. Un successo importante per i gialloblu che agganciano proprio i toscani a quota 13 punti, rimanendo così nei piani nobili della classifica.

Un match, quello di ieri, giocato per tutti i 60 minuti in grande equilibrio. Ed è stata fredda e cinica proprio la Pallamano Camerano che è riuscita alla fine a segnare quel gol in più che gli ha permesso di portare a casa due punti pesanti e per nulla scontati.

L’esultanza dei ragazzi della Pallamano Camerano

Altro elemento determinante messo in campo dai gialloblu è stata la tenuta atletica nell’arco dell’intero incontro, fattore importante in vista di questo tour de force pre natalizio che li vedrà impegnati in due partite ravvicinate contro Fiorentina e Chiaravalle.

«Siamo felicissimi dei due punti conquistati – commenta coach Davide Campana – Sono due punti pesantissimi dopo una gara che poteva terminare a favore dell’uno o dell’altro. A mio avviso nessuna delle due squadre ha espresso il suo miglior gioco ma è importante aver ottenuto questi due punti. Eravamo anche un po’ rimaneggiati, con Badialetti e Gardi non al 100%, ma siamo stati bravi a tenere botta alla squadra avversaria che ha grandi qualità individuali ed è tra le prime del campionato. Adesso festeggiamo perché è una grande vittoria da celebrare per società, giocatori e staff tecnico. Ci godiamo questo successo e da lunedì iniziamo a preparare il derby nel migliore dei modi possibili, con la sfida contro la Fiorentina nel mezzo».

Il Tabellino

TAVARNELLE: Borgianni 5, Calosi A, Calosi L., Ciani, Magnani, Panti, Pelacchi, Petrangeli 1, Pichardo 3, Provvedi F. 6, Provvedi L. 5, Silei, Singh 1, Varvarito, Vermigli, Vucci All. Pelacchi

PALL. CAMERANO: Antonelli, Badialetti 1, Baldoni, Bilò 3, Boccolini, Covali 3,  D’Agostino 1, Gardi 3, Grilli 6, Manfredi, Marinelli 3, Marotta, Sanchez, Scandali, Selmani All. Campana

Arbitri: Calascibetta Massimo – Vizzini Angelo

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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