Handball A2 Maschile, sabato 30/4 c’è il derby Cingoli – Camerano

Alle ore 18 i gialloblù in campo contro la prima della classe. Il terzino Alessandro Antonelli introduce la gara

Camerano, 29 aprile 2022 – Aria di derby per la penultima gara di campionato in casa Pallamano Camerano: i gialloblù scenderanno in campo sabato 30 aprile alle ore 18:00 ospiti della Santarelli Cingoli, squadra ben strutturata allenata dall’ex Sergio Palazzi, con importanti individualità.

I ragazzi di coach Filiberto Kokuca arrivano a questo incontro dopo l’importante successo nell’ultimo turno contro il Bologna United, gara giocata con un alto livello d’intensità e una grande determinazione. Ad introdurre il derby è il giovane Alessandro Antonelli. «Ci aspettiamo contro il Cingoli una partita molto difficile, loro in questo momento sono primi in classifica, anche se sabato hanno perso la loro prima partita in campionato contro il San Lazzaro, vogliamo dare tutto e cercare di fare il possibile».

Alessandro Antonelli in azione

Giocatore importante, Alessandro Antonelli è capitano dell’under 20 ed è grande la sua soddisfazione per aver raggiunto le fasi nazionali. «La scalata con l’under 20 è stata un’esperienza incredibile – afferma il capitano del Camerano U20 – ringrazio la squadra e la società per il successo ottenuto: ad Imola abbiamo guadagnato il pass per le finali che si terranno a giugno, tra le migliori otto squadre d’Italia, è un grande risultato e dobbiamo essere felici».

Importante l’esperienza per il giovane Antonelli in A2, un campionato difficile ma affrontato con la giusta concentrazione. «Sono anni ormai che faccio parte di questa importante società; ad oggi siamo una squadra molto unita che ha affrontato nel giusto modo questo campionato. Pur essendo una squadra molto giovane, abbiamo già raggiunto i nostri obbiettivi, ovvero la salvezza, con alcune giornate d’anticipo».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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