Handball A2 Maschile – Camerano piega anche il Tavarnelle

Quattordicesima giornata, prima di ritorno, girone B – 17 dicembre

CAMERANO – TAVARNELLE 39-23

Primo tempo: 23-12

Camerano, 18 dicembre 2022 – La Pallamano Camerano chiude il 2022 con un successo e apre il girone di ritorno nel migliore dei modi. Contro il Tavarnelle i gialloblù sfoderano un’altra prestazione collettiva importante, imponendosi per 39-23. Un successo netto per i ragazzi di coach Davide Campana che vanno alla pausa consolidando la propria posizione di classifica.

Il Camerano si presenta dunque di fronte ai propri tifosi in questa ultima partita dell’anno, nonché la prima di ritorno del girone B, affrontando la squadra toscana che naviga nelle zone basse della classifica. Partono forte i padroni di casa che dopo 8′ sono già avanti per 6-2 grazie a Badialetti e Covali, sfruttando anche alcuni errori della difesa avversaria: al 18′ gialloblù ancora avanti per 15-8, con un’ottima organizzazione difensiva e abili ripartenze con Gardi e Errico. Davvero un’ottima prima frazione quella dei ragazzi del Camerano che chiudono con un ampio vantaggio dopo i primi 30 minuti sul punteggio di 23-12.

Riprsa a tinte toscane, con la squadra di casa che concede tiri agli avversari rivitalizzati dopo un primo tempo in ombra e capaci, al 10′ della ripresa, di dimezzare il vantaggio interno, con la Pallamano Camerano, comunque, sempre avanti per 27-20 Col passare dei minuti la prestazione dei padroni di casa lievita con Ballarini e lo stesso Francelli, complice un po’ d’imprecisione dei neroverdi e la sempre eccellente prova di valore dell’eterno Sanchez. A 5 minuti dal termine del match Camerano aumenta il distacco portandosi 37-21, per poi chiuderlo sul 39-23.

Adesso, spazio allo stop per le festività natalizie. Si riprende sabato 7 gennaio con la seconda giornata di ritorno che vede Camerano in trasferta sul campo del Tecnocem Sal Lazzaro, inizio partita ore 19.

«Abbiamo chiuso l’anno con una bella vittoria – commenta coach Campana – Per i primi minuti siamo stati lì ma poi abbiamo dato la scossa vincente alla gara. Nel primo tempo abbiamo giocato la miglior pallamano di quest’anno, con una difesa quasi impeccabile e anche nel gioco veloce. Sono felice di questo perché significa che il lavoro sta pagando».

Il Tabellino

PALLAMANO CAMERANO: Sanchez, De Grandis 4, Gardi 3, Francelli 4, Selmani 1, Brilli 1, Errico 6, Covali 5, Antonelli, Coppari, Ballerini 5, Casavecchia 1, Badialetti 5, Vagnoni 4, Gambini, Rossi All. Campana

TAVARNELLE: Borgianni E. 11, Vucci 1, Ciani, Cavuoti 1, Pelacchi, Pichardo 2, Sigh 2, Del Mastio 2, Macini, Borgianni T. 3, Bozzi, Calosi, Silei 1 All. Pelacchi

Arbitri: Vasile – Potenza

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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