Handball A2 Femminile – Sconfitta del Camerano ad opera del Cellini Padova

Domenica 7 novembre ore 17.30 trasferta a casa delle emiliane dello Sportinsieme

Camerano, 5 novembre 2021 – Amaro stop per la Pallamano Camerano Femminile uscita sconfitta dall’ultimo match contro il Cellini Padova. Le giovani gialloblù hanno ceduto per 26-36 contro un’ottima squadra di esperienza. Grande amarezza per il risultato ma anche tanto entusiasmo per la grande prova di carattere e determinazione dimostrato dalle ragazze.

Un flash di gioco di Camerano (maglia blu) – Cellini Padova (maglia rossa)

Le giovani gialloblù hanno condotto il match nella prima frazione di gioco sul 16-15 per poi cedere al valore delle avversarie nella seconda fase. Soddisfazione da parte di coach Davide Campana per il gioco dimostrato contro un avversario ostico.

Importanti le parole di Giorgia Pirani, portiere classe 2006: «La partita è stata molto difficile, combattuta principalmente nel primo tempo – afferma Giorgia – Nel secondo tempo abbiamo ceduto al valore delle avversarie ma, nonostante ciò, abbiamo ottenuto il massimo risultato per quanto riguarda la prestazione».

Giorgia Pirani, giovane portiere della Pallamano Camerano

Voglia di far bene e dimostrare le proprie qualità, sono queste le parole chiave e domenica le cameranesi affronteranno lo Sportinsieme. «Principalmente, essendo un gruppo molto giovane, puntiamo su una crescita sia di gioco sia personale – continua la giovane portiere – cercheremo in ogni caso di ottenere quello che vogliamo tutte, ovvero vincere!»

Per Giorgia Pirani è il primo anno in A2, frutto di una crescita nel settore giovanile dove ha dimostrato fin da subito le sue qualità. «Sto in questo ambiente da molti anni – conclude Giorgia, classe 2006 – e lo conosco a fondo, con la squadra mi trovo davvero bene e abbiamo creato un ambiente quasi familiare, anche con le ultime arrivate. Con il coach Davide Campana mi trovo molto bene e ritengo sia davvero molto preparato, così come il preparatore dei portieri Cristiano Giambartolomei».

Fischio d’inizio per Sportinsieme – Camerano domenica 7 novembre alle ore 17.30 presso la Palestra delle scuole elementari di Castellarano (RE).

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

© riproduzione riservata


link dell'articolo