Cristiano Giambartolomei analizza la salute della Pallamano Camerano

Per il preparatore dei portieri della società gialloblu: “L’inizio del 2021 sarà cruciale per noi ai fini dei risultati”

Camerano, 4 dicembre 2020 – La ripresa del campionato per la Pallamano di Camerano si sta finalmente avvicinando: la squadra e tutto il suo staff tecnico vogliono trovarsi pronti per il ritorno in campo nel mantenere gli standard altissimi della prima parte di stagione.

Oltre a coach Davide Campana ed al suo assistente Matteo Bellotti, un plauso va sicuramente al preparatore dei portieri Cristiano Giambartolomei, una figura di spessore, senza dubbio di grande esperienza per i gialloblu, specialmente in questo periodo complicato dove vengono fuori quelle che sono le qualità di tutto lo staff tecnico.

Camerano – Cristiano Giambartolomei

«Pur nelle difficoltà del momento attuale – esordisce Cristiano – dal punto di vista formale stiamo applicando tutti i protocolli dettati dalla Federazione in modo molto attento, iniziando a fare i tamponi antigienici prescritti dal protocollo federale appunto, e nel comunicare eventuali positività entro le ore 13.00 del giorno che precede la partita. Nonostante l’inizio non sia previsto in questo weekend, abbiamo deciso di iniziare con i tamponi proprio questa settimana per avere un quadro generico chiaro sulla situazione dei ragazzi nel rispetto delle norme anti-covid».

Ma il virus non ferma il lavoro dei ragazzi. «Da un punto di vista tecnico, con coach Campana la squadra si sta allenando sia dal punto di vista tecnico che fisico molto bene, anche se l’approccio con il campo è quello che attualmente sta venendo a mancare, sia a livello emotivo sia di feedbeck sul lavoro specifico che si sta svolgendo».

La squadra riprenderà il 12 dicembre con due partite fondamentali, per poi da gennaio iniziare un periodo intenso di gare sia di calendario che da recuperare.

«L’inizio del nuovo anno sarà cruciale per noi – prosegue Giambartolomei – ci stiamo preparando sia dal punto di vista fisico che mentale ad un bel tour de force. Per quanto riguarda il settore giovanile, occhi puntati sugli U19 e U17, un team con diversi talenti che da gennaio parteciperà al campionato di serie B dell’area 6, cioè delle regioni Marche e Abruzzo, giocando le partite in un campionato senior appunto. Voglio sottolineare l’ottimo lavoro che stanno svolgendo nel settore giovanile sia il coach Campana che il vice Bellotti, nonostante il difficile periodo, sia da un punto di vista di tattica collettiva che individuale, tenendo presente che ci sono alcuni elementi che gravitano in prima squadra».

Per quanto riguarda il discorso portieri le notizie non sono esaltanti: «È un periodo difficile – conclude Giambartolomei – abbiamo due portieri infortunati: oggi si è operato al menisco il promettente Leonardo Magnoni, e gli auguriamo pronta guarigione aspettando che si riunisca al gruppo tra circa un mese, poi c’è Lorenzo Osimani fermo causa problemi ad una mano; così abbiamo arruolabili il veterano Mario Sanchez, e il diciassettenne di ottime prospettive Alessandro Marotta».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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