C’è fermento in casa Pallamano Camerano per le finali nazionali

L’Under 20 maschile impegnato nella Youth League e l’Under 15 nelle finali interzona, mentre l’Under 17 e 15 femminile in quelle nazionali

Camerano, 1° giugno 2022 – Grande attesa in casa Pallamano Camerano per l’importante fase finale della Youth League, dove i giovani dell’Under 20 saranno impegnati per raggiungere un grande traguardo. Emozioni infinite per un grande settore giovanile con i ragazzi guidati dal tecnico Filiberto Kokuca impegnati questo fine settimana in questa ultima fase che si giocherà dal 2 al 5 giugno: i gialloblù sono stati sorteggiati nel girone 1 e incontreranno il Brixen, il Lanzara e il Cassano Magnago, mentre nel girone 2 sono presenti il Merano, il Pressano, il Romagna e il Carpi.

Tutto avrà inizio il 2 giugno per poi giocare le semifinali sabato 4 giugno e l’attesa finale domenica 5 giugno. Importante arrivare a questa fase finale, contro le squadre più forti d’Italia, con grande concentrazione e voglia di regalare forti emozioni come spiega coach Kokuca: «Siamo felici di essere tra le otto migliori squadre d’Italia, per i nostri giovani è una grande esperienza e vogliamo arrivare fino in fondo. Il nostro girone è molto difficile ma conosciamo i nostri avversari e giocheremo molti incontri ravvicinati, quindi, sarà molto importante dosare le forze – continua coach Kokuca – Vogliamo dare il meglio in tutte le partite e ottenere il piazzamento migliore. Mi auguro di raggiungere un grande risultato».

coach Filiberto Kokuca

Grande attenzione questa settimana anche per l’Under 15 che sarà impegnata il 2 giugno nelle finali interzona, i ragazzi saranno guidati da coach Davide Campana, e c’è grande orgoglio per un settore che ogni anno regala grandi soddisfazioni. «Il 2 giugno a Chiaravalle ci aspetta una gara importante, un play-off tra le aree Marche e Abruzzo. Siamo quattro squadre con grandi potenzialità – sottolinea l’allenatore, molto orgoglioso dei suoi giovani – Faccio i complimenti a tutti i miei ragazzi che hanno disputato un grande campionato. Adesso siamo ad un punto importante e vogliamo giocarci tutte le nostre carte per arrivare a giocare le fasi nazionali, senza nessun stress o pressione ma chiederò ai ragazzi di dimostrare in campo solo il loro grande valore».

Grande attesa anche nelle giovanili della Femminile per le finali nazionali dell’Under 17 e Under 15

Grande orgoglio anche per il settore giovanile della Pallamano Camerano Femminile, dove le giovani dell’Under 17 saranno impegnate nella fase finale nazionale dal 16 al 19 giugno, mentre l’Under 15 giocherà la fase finale nazionale nella prima parte di luglio. C’è voglia di raggiungere grandi obiettivi prefissati ad inizio stagione come spiega coach Davide Campana.

Coach Davide Campana

«Arriviamo a questi grandi appuntamenti molto determinate e stiamo lavorando intensamente in questa fase con un richiamo atletico. Siamo tranquille e speriamo di recuperare Silvia Scandali; con l’Under 17 vogliamo arrivare con la giusta concentrazione e giocarci tutte le nostre carte – spiega coach Campana – Sono molto felice di essere arrivato a fine stagione e poter ancora giocare partite di così alto livello con il settore giovanile, queste gare sono molto importanti per la crescita delle ragazze sotto ogni aspetto».

Una stagione complicata condizionata da molti fattori tra cui l’emergenza legata al Covid-19, ma che ha portato comunque a grandi soddisfazioni. «Abbiamo ottenuto con il settore giovanile dei risultati interessanti – continua Campana – in A2 abbiamo fatto un grande percorso di crescita facendo anche qualche sgambetto a qualche importante squadra. Abbiamo patito molto l’inesperienza iniziale, ma sono felice che le ragazze abbiano affrontato più di 40 partite dimostrando sempre un grande gioco. Sono davvero soddisfatto di ciò che abbiamo raggiunto».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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