Camerano – Priscilla Binci, bronzo al Gran Prix della Mole a Torino

Prima uscita e prima medaglia per il Judo Club

Camerano – È arrivato subito il grande risultato per il Judo Club Camerano alla prima uscita in una gara importante dopo la pausa estiva. Priscilla Binci infatti, ha conquistato a Leinì (TO) il terzo posto nella categoria -52 kg nel Trofeo Internazionale Città della Mole, competizione dove erano presenti tra gli altri diversi atleti professionisti.

Unica atleta marchigiana a medaglia, la “piccoletta” ha combattuto davvero alla grande perdendo solo con la testa di serie n°1 del tabellone e sconfiggendo le altre avversarie a suon di ippon, compresa la finale per il bronzo.

Priscilla Binci (capelli neri), sul terzo gradino del podio nel Gran Prix di Torino

Priscilla, atleta primo anno juniores è in continua crescita e potrà togliersi altre soddisfazioni in gare di questo livello.

Nono posto, con due incontri vinti, per Arianna Manzoni nei -63 kg, sconfitta ai quarti di finale per sanzione e nell’incontro di recupero al termine di un combattimento molto tirato. Arianna è atleta di sicuro valore e stabilmente fra le prime in Italia.

Da rivedere la prova di Cecilia Calvigioni nei -57 kg, sconfitta nei turni preliminari. Cecilia, da oltre due anni assente dalle competizioni per diversi motivi, non è riuscita ad entrare mai in gara, saprà presto tornare ai suoi livelli.

Un incontro vinto e uno perso invece per Alessandro Osimani nei -73 kg maschili.

«Sono soddisfatto della gara dei nostri ragazzi – il commento del tecnico Marco Montanari – il gruppo junior/senior del nostro Club è molto affidabile e ci consente di ottenere ottimi risultati in qualsiasi gara e a qualsiasi livello».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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