Camerano, non basta la doppietta di Principi

Al Montenovo contro i cremisi finisce 2 - 2

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Eccellenza

Camerano – Tolentino 2 – 2

Dietro la porta (foto Augusto Gratani)
Dietro la porta (foto Augusto Gratani)

Camerano. Buon Camerano, ma non basta. Non basta la doppietta di Principi, i primi due gol in Eccellenza per il numero 8 di casa,  siglata nel primo tempo, per vincere il big match contro il Tolentino. I cremisi nella ripresa, dopo aver sciupato nel primo tempo un calcio di rigore, grazie anche a un autogol di Polzonetti, riescono a strappare un punto al Montenovo.

I gialloblu sono protagonisti nella prima frazione. Il vantaggio al 23’ a opera di Principi che sfrutta un disimpegno errato di Nicolosi, si invola verso l’area di rigore avversaria trafiggendo Palmieri con l’aiuto anche del palo. Il Tolentino si affida a una punizione di Strano, ma Verdicchio fa buona guardia. Alla mezz’ora il rigore per la formazione ospite. Dubbio, per un’uscita di Verdicchio su Adami forse fuori area di rigore. Il palo salva però il Camerano, perché il tiro dal dischetto di Mongiello è respinto dal legno. Lo stesso Adami poco dopo manca fuori di poco di testa. Gol sbagliato, gol subito. Non sbaglia Principi, pochi secondi prima del duplice fischio, quando su sponda di Tombesi, a seguito di un calcio d’angolo, sigla al volo il raddoppio.

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La partita sembra mettersi in discesa per il Camerano, ma sono fatali due minuti intorno alla mezz’ora del secondo tempo che permettono al Tolentino di ristabilire la parità nel punteggio. I cremisi accorciano le distanze con un deviazione nella propria porta di Polzonetti su un cross rasoterra di Mongiello. Poi dopo due minuti lo stesso Mongiello vince un rimpallo e fa secco Verdicchio. Manca poco che nel finale i locali siano beffati. Sarebbe stato troppo: Verdicchio si supera su un tiro del numero 10 cremisi.

«Non posso che rimarcare la grande prestazione dei miei ragazzi – riflette mister Luca Montenovo -. Avevamo preparato una partita d’attesa, attaccandoli con le ripartenze. Detto e fatto.  Le uniche note stonate di giornata sono state quelle di non aver chiuso la partita prima perché abbiamo avuto più di un’occasione per farlo e l’autogol di Polzonetti»’.

Il novantenne Geremia Ragnini detto "Gerì", uno dei fondatori del Camerano Calcio
Il novantenne Geremia Ragnini detto “Gerì”, uno dei fondatori del Camerano Calcio

Ieri, oltre al match alquanto combattuto, si sono vissute emozioni e amarcord per la consegna di una targa ai familiari del giocatore e gran tifoso del Camerano Antonio Girolomini venuto a mancare poco tempo fa. Un premio anche a Geremia Ragnini, meglio conosciuto come “Gerì”, uno dei principali fondatori della società gialloblu, per i suoi trascorsi con la maglia del Camerano e l’anniversario dei suoi 90 anni. Una bella occasione per ricordare coloro che hanno fatto la storia del Camerano.

Nel prossimo turno il Camerano farà visita al Porto D’Ascoli.

CAMERANO: Verdicchio, Santini, Angelici, Santoni Mi., Tombesi, Polzonetti, Filippetti, Principi, Donzelli, Santoni Ma. (30’ st E. Santoni), Bondi (42’ st Cecchini). All. Montenovo.

TOLENTINO: Palmieri, Gobbi, Ruggeri, Siena (15’ st Romagnoli), Strano, Nicolosi, Nunzi (7’ st Ripa), Corpetti, Adami, Valdes, Mongiello. All. Passarini.

Arbitro: Gagliardini di Macerata

Reti: 23’ pt e 46’ pt Principi, 30’ st Polzonetti (autogol), 32’ st Mongie


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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