Camerano in terra d’Abruzzo contro i Leoni del Teramo

Sabato 24 aprile alle 18 con l’obiettivo di difendere un magnifico terzo posto

Handball serie A2 girone B

Camerano, 24 aprile 2021 – Trasferta delicata per la Pallamano Camerano in terra abruzzese. I ragazzi di coach Davide Campana vogliono concludere al meglio questa stagione già di per sé oltre le più rosee aspettative: li attende un incontro tutt’altro che semplice contro l’ostica compagine del Lions Teramo.

I gialloblu sono reduci dalla brillantissima vittoria interna contro il Verdeazzurro Sassari, altra formazione di tutto rispetto, e vogliono proseguire il cammino per terminare al meglio una stagione coi fiocchi, confermando il terzo posto proprio ai danni degli abruzzesi, come conferma Vlad Covali.

Vlad Covali

«Teramo è sicuramente un’ottima squadra – l’analisi del terzino – e oggi farà di tutto per batterci, anche dopo l’inattesa ultima sconfitta contro Ambra». Il campionato sta per terminare ed ai ragazzi di coach Campana rimangono solo partite in trasferta, quindi sono concentrati nel far bene e mantenere il terzo posto.

«È stata una stagione molto impegnativa, ma ricca di soddisfazioni – conferma Covali – siamo partiti con tutt’altre ambizioni ed il risultato ottenuto è merito sia della società sia dello staff e dei miei compagni».

Fischio d’inizio sabato 24 aprile alle ore 18.00 al Palasport San Nicolò a Tordino. Dirigono l’incontro Ciro Cardone e Luciano Cardone.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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