A Camerano dilaga il Fabriano Cerreto

I cartai espugnano il Montenovo con due gol per tempo

Eccellenza

Camerano – Fabriano Cerreto 1-4

Camerano. Seconda sconfitta consecutiva per il Camerano. Un altro ko in una sfida tutta anconetana. Dopo quello del Salvo D’Acquisto contro il Loreto, la squadra di Montenovo si piega in casa contro il Fabriano Cerreto.

La formazione di Spuri Forotti parte subito con il piede giusto. Tittarelli dopo 7’ porta in vantaggio gli ospiti con una ripartenza innescata da un colpo di testa di Colombaretti per Jachetta che smarca Tittarelli per lo 0-1. Dopo due minuti il raddoppio con un colpo di testa di Lapi su lancio di Bartoli.

Camerano al tappeto
Camerano al tappeto

Un uno due che tramortisce per tutto il primo tempo la formazione di casa che non riesce a incidere. Donzelli e Polzonetti i più pericolosi nei locali. Che riescono ad accorciare le distanze a inizio ripresa con Mattia Santoni che era andato vicino in precedenza alla realizzazione (al 4’ con Spitoni che ribatte di pugno). Il gol del fantasista gialloblu arriva al 10’ con un bel sinistro.

I sogni di rimonta del Camerano però durano poco. Nel momento migliore dei padroni di casa il Fabriano Cerreto colpisce per la terza volta con la coppia Trillini-Piergallini con quest’ultimo che centra il tris. Il poker è opera di Ferretti, entrato da una manciata di secondi, che fissa il match sul definitivo 1-4.

Nel prossimo turno il Camerano sarà di scena sul terreno della Helvia Recina. Serve riscatto per la squadra di Montenovo che ora staziona a metà classifica.

CAMERANO: Verdicchio(35′ st Salvatore); Santini (24′ st Defendi), Tombesi, Santoni Mi., Angelici; Bondi, Santoni E., Polzonetti; Santoni Ma., Donzelli, Filippetti (35′ st Cecchini). All. Montenovo

FABRIANO CERRETO: Spitoni; Girolamini, Colombaretti, Lapi, Balducci; Trillini, Bartoli, Pierleoni (26′ st Scotini); Jachetta (44′ st Ferretti), Tittarelli (22′ st Savelli), Piergallini. All. Spuri Forotti

Arbitro: Bonci di Pesaro

Reti: 7′ pt Tittarelli, 9′ pt Lapi, 10′ st Santoni Ma., 14′ st Piergallini, 45′ st Ferretti


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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