Teatro ragazzi: al via la rassegna “La Scena dei Piccoli”

Primo spettacolo sabato 27 ottobre ore 18 al Teatro La Nuova Fenice

Osimo, 23 ottobre 2018 – Il Comune, per il tramite del suo assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’Azienda Speciale Servizi Osimo (Asso), e con la direzione artistica curata dall’Associazione Specchi Sonori, annuncia l’avvio della stagione teatrale 2018/2019 dedicata ai ragazzi.

Sette spettacoli che si terranno nella suggestiva cornice del Teatro La Nuova Fenice, a partire dal prossimo sabato 27 ottobre, ore 18, con lo spettacolo “Abu Sotto Il Mare” (produzione dell’Accademia Perduta – Romagna Teatro Forlì).

La Scena dei Piccoli è un progetto teatrale ideato dall’associazione Specchi Sonori – già protagonista la scorsa estate ad Osimo con il premio nazionale Otello Sarzi – che vuole essere un approfondimento di tutti quegli aspetti del linguaggio teatrale rivolto ai bambini e ai ragazzi, da vivere insieme agli adulti e alla famiglia. La stagione 2018/2019, giunta alla sua quinta edizione, sarà un lungo viaggio immaginario nel nostro Mediterraneo e negli oceani, tra miti perduti, grandi racconti e nuove odissee del nostro tempo.

Il cartellone della rassegna

Biglietto unico 6 euro (il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00)

Prenotazioni: direzione@specchisonori.org

Abbonamenti: 29 euro – in vendita il giorno 26 ottobre dalle ore 16 alle 20 in teatro.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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