Teatro di Figura ad Osimo con Issun Boshi per la Scena dei Piccoli Estate

Sabato 10 luglio al Chiostro San Francesco con la Compagnia Sorabutai di Macerata

Osimo, 8 luglio 2021 – Sabato 10 luglio, alle 21.00, al Chiostro di San Francesco di Osimo Issun Boshi, spettacolo di narrazione e Teatro di Figura ispirato ad un racconto giapponese, della Compagnia Sorabutai di Macerata (Hisaco Mori, Monica Gattari e Andrea Montani).

Lo spettacolo è stato finalista del Premio Nazionale N Uovo Teatro 2021.

Continua la Scena dei Piccoli nella sua versione estiva al Chiostro di San Francesco di Osimo, un grande ritorno dal vivo all’aperto, un segnale di ripresa e di volontà di costruire dopo il difficile periodo della pandemia Covid-19, con il sostegno della Regione Marche e del Comune.

I bambini, da anni pubblico del progetto, riavranno la loro Scena dei Piccoli Estate ad Osimo: progetto d’essai nazionale del teatro ragazzi di qualità. Il progetto ha ormai otto anni di vita e ha chiamato nelle Marche ad Osimo, spettacoli di rilievo, con attenzione ai linguaggi artistici più vari.

Il costo del biglietto è di 6 euro, la biglietteria del Teatro La Nuova Fenice sarà aperta dalle 17.00 il giorno dello spettacolo. Prenotazioni: tel. 377 349 53 79. 

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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