Primi ciak a Osimo per le riprese del film “il Gatto & la Luna”

Fra gli interpreti, Maria Grazia Cucinotta e Philippe Leroy

Osimo, 9 maggio – Regista e attori al lavoro già dallo scorso lunedì. Le prime scene de Il Gatto & la Luna, regia di Roberto Lippolis, sono state girate all’interno del Palazzo comunale (tra cui l’ufficio del sindaco), e in Piazza Boccolino. Altre, invece, sono state ambientate in un’area attualmente inutilizzata dell’ospedale di Osimo.

Osimo – Le attrici Linda Batista, Antonella Salvucci, Maya Tamel

Si proseguirà a girare in città per tutta la settimana, per poi spostarsi a Sirolo, Numana e Pedaso, con riprese effettuate anche dall’alto grazie all’ausilio di un drone. Il film in lavorazione è un thriller romantico e poliziesco interamente dedicato alle Marche.

Nel cast, Maria Grazia Cucinotta nel ruolo di attrice protagonista e Philippe Leroy, oltre ad Enzo Garinei, Marcello Pazzaglia, Antonella Salvucci, Linda Batista, Maya Tamel, direttore della fotografia, Nino Celeste.

Osimo – Il sindaco Simone Pugnaloni, l’attore Enzo Storico e il regista Roberto Lippolis, questa mattina in Comune per la presentazione del film Il Gatto e la Luna

«Una vetrina importante per promuovere le bellezze dei nostri territori a livello internazionale – ha commentato il sindaco Pugnaloni – il film sarà distribuito in Europa e negli Stati Uniti.

Questa mattina la presentazione ufficiale del film presso la Sala Vivarini del Comune, alla presenza del regista Roberto Lippolis e dell’attore Enzo Storico, cittadino onorario di Osimo, insieme proprietari della Ventitre Srl, la casa cinematografica produttrice della pellicola. Presenti gran parte degli attori e l’assessore regionale Moreno Pieroni. Assente giustificata la Cucinotta, attualmente occupata nelle riprese di un altro film.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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