Osimo – Silvio Orlando apre la stagione teatrale con “Lacci”

Appuntamento martedì 24 ottobre al Teatro La Nuova Fenice

Silvio Orlando (Medium)
Osimo – Silvio Orlando protagonista di Lacci, nuovo testo di Domenico Starnone messo in scena con la regia di Armando Pugliese, apre martedì 24 ottobre il cartellone del teatro La Nuova Fenice promosso da Comune, Asso e Amat con il contributo di MiBACT e Regione Marche.

Dopo il successo de «La scuola», portato in scena a un trentennio dall’esordio e tuttora in tournée, Orlando ritorna alla scrittura dell’autore napoletano e, dopo il microcosmo dell’educazione, penetra ora in un’altra nostra fragilità qual è il “sistema” della famiglia, dove ogni giorno cova la minaccia di crollo.

«Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie»: si apre con queste parole, definitive, la lettera che Vanda scrive al marito, che se n’è andato di casa lasciandola rabbiosamente impotente…

Immagine tratta dalla locandina di ‘Lacci’

Lacci ripercorre attese, sconfitte e ripensamenti ad un amore e alle sue conseguenze. Quello che dovrebbe tenere è in pezzi, la caduta porta via a grosse fette il sogno e, come nella tragedia antica – qui mascherata da commedia – si intravedono i semi scuri di guerre. Che cosa siamo disposti a sacrificare per non sentirci in trappola? E cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Se niente è più radicale dell’abbandono, niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre.

In scena con Silvio Orlando gli attori Pier Giorgio Bellocchio, Matteo Lucchini, Roberto Nobile, Maria Laura Rondanini e Vanessa Scalera. La regia è di Armando Pugliese. Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Silvia Polidori, le musiche di Stefano Mainetti, le luci Gaetano La Mela. Lo spettacolo è prodotto da Cardellino srl.

Biglietteria: botteghino del Teatro La Nuova Fenice (Piazza Marconi 3) aperto il giorno precedente lo spettacolo dalle ore 17 alle ore 20 e il giorno di rappresentazione dalle ore 16. Biglietti a 27 euro per il settore A, 24 per il B, 19 per il settore C e 14 euro per il loggione. Riduzione speciale giovani (fino a 25 anni) a euro 7 in palchi laterali di III ordine e in loggione.

Inizio ore 21,15.

 

redazionale 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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