L’otto marzo alla Nuova Fenice il mondo delle donne a tutto tondo

Lavoro femminile: le conquiste sociali, economiche e politiche, le discriminazioni di cui le donne sono state e sono ancora oggetto. Romina Antonelli presenterà il suo monologo: ‘s’io fossi tutte le donne’

Osimo – In occasione della giornata internazionale della donna,  giovedì 8 marzo si terrá al teatro la Fenice di Osimo alle ore 21:00 uno spettacolo molto particolare ed originale tra arte e riflessioni per entrare nel mondo femminile e delle sue problematiche contemporanee.

L’8 marzo rappresenta, insieme al 25 novembre di ogni anno, una delle due giornate dedicate ai diritti di genere, ecco perché la consulta Pari Opportunità del Comune ha voluto promuovere un evento unitario con Cgil Cisl e Uil, Auser e Snoq Osimo (Associazione femminile attiva sul territorio).

Durante la serata si affronterà la tematica fondamentale del lavoro femminile per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni di cui le donne sono state e sono ancora oggetto.

Romina Antonelli (foto Sergio Santinelli)

Interverranno sul tema, oltre le rappresentanti della Consulta Donne di Osimo, le donne che si occupano quotidianamente delle problematiche femminili nella provincia di Ancona: Tiziana Mosca Cgil Ancona, Cristiana Ilari Cisl Marche, Marina Marozzi Uil Marche.

Il cuore della serata sarà lo spettacolo dell’artista Romina Antonelli che descrive così il suo monologo intitolato: “s’io fossi tutte le donne“: «monologo semiserio sul lavoro al femminile. Lo spettacolo è una lettura scenica sullo stile del radiodramma, con commento audio tratto da registrazioni d’epoca, effetti sonori, rumore d’ambiente, canzoni “da lavoro”, frammenti di poesie, racconti, testimonianze, fatti di storia e di cronaca».

Adattamento e messa in scena a cura di Romina Antonelli, attrice e autrice comica diplomatasi alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche diretta da Giampiero Solari, prima nel Teatro del Trabattello e poi nel San Costanzo Show diretti da Paola Galassi, componente del duo Le Perfide, prima a Zelig Off su Italia Uno e poi a Quanto Manca su Rai2, autrice e protagonista del monologo tragicomico ’Dissociata. One man woman show.’

In contemporanea, all’ingresso del teatro verrà esposta la mostra tematica “Le madri fondatrici dell’Europa” ideata dalla dott.ssa Maria Pia Di Nonno, grafica Giulia del Vecchio.

Ingresso libero

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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