Sabato 11 luglio in Piazza del Santuario c’è Leonardo Manera

Spettacolo gratuito del comico di Zelig che presenta Italian Beauty

Numana, 10 luglio 2020 – Secondo appuntamento, sabato 11 luglio in Piazza del Santuario ore 21:30, della rassegna Smile Numana che vedrà come protagonista il comico Leonardo Manera con  lo spettacolo Italian Beauty.

Leonardo Manera è sicuramente tra i comici più poliedrici nel mondo del cabaret. Praticamente, l’unico comico italiano che ha partecipato a tutte le edizioni di Zelig, inventando e scrivendo di volta in volta gags, personaggi e monologhi sempre nuovi e vincenti.

Il comico Leonardo Manera sarà a Numana sabato 11 luglio

Alcuni suoi personaggi sono diventati particolarmente celebri: quello strano che si sottopone a sedute di  ipnosi o lo stralunato Piter, parodia del ragazzo della provincia bresciana e Petrektek, protagonista dello straordinario omaggio al cinema polacco (con Claudia Penoni-Cripztak) che Manera ha inventato ispirandosi ai film del regista finlandese Aki Kaurismaki.

Nello spettacolo di sabato, Manera parlerà proprio della vita quotidiana tra amore e lavoro rappresentando alcuni italiani tipici, a volte solo cambiando voce oppure con l’ausilio di uno strumento scenico, trasformandosi in pochi secondi in alcuni dei suoi vecchi e nuovi personaggi presentati in tanti anni a Zelig e Colorado.

Evento gratuito. Gli organizzatori consigliano l’arrivo in piazza a partire dalle 20.45 per poter espletare al meglio tutti gli adempimenti e le procedure previste anti Covid-19.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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