Festival Circus apre la stagione turistica a Numana

Questa sera, ore 21.30, per le vie della cittadina una kermesse circense a carattere internazionale

Numana, 28 giugno 2019 –Si apre ufficialmente questa sera la stagione turistica numanese che prevede, da qui a settembre, oltre 95 proposte gratuite rivolte a residenti e vacanzieri. L’Amministrazione comunale apre questa sera con lo spettacolo Festival Circus, una kermesse unica nel suo genere con ospiti di calibro internazionale che si snoderà dalla Piazza del Santuario e lungo le vie della cittadina.

Organizzatore è Takimiri Circo, una famiglia circense presente da generazioni nel mondo dello spettacolo con numeri internazionali. A presentare e animare tutto l’evento sarà Mago Fabian, direttamente dal Festival Bianconiglio, che si alternerà agli spettacoli degli artisti con trucchi di magia.

Anteprima dalle ore 20 con un intrattenimento per bambini: lezioni gratuite di arte circense sotto la supervisione di insegnanti e maestri di questa disciplina, mentre lo spettacolo vero e proprio è previsto dalle 21:30 per le vie di Numana con “Le Grand Carrousel” un’acrobata che volteggerà su un piccolo palco come se fosse la ballerina di un carion.

Tra gli ospiti circensi attesi questa sera spiccano alcuni nomi internazionali come Asia Perris, 16 anni, giovane artista italiana di famiglia circense che si esibirà nel verticalismo a terra; Sue Ellen Roccuzzo contorsionista e ballerina di hula hoops, ricordata per la sua partecipazione allo spettacolo conclusivo delle Olimpiadi di Torino 2006 e alla festa di inaugurazione della prima del Cirque du soleil; Warren Niemen, artista specializzato in giocoleria a terra e nella disciplina del lazzo americano; Josh Adami, specialista nel  rullo e nella giocoleria che ha lavorato presso il Circo Orfei Italia.

Sarà presente anche Anna K, acrobata e pole dancer proveniente direttamente da Italia’s Got Talent, che guiderà il corpo di ballo della serata. Infine, la presenza a Numana di alcuni acrobati del circo contemporaneo El Grito, giovani artisti, instancabili viaggiatori, poeti per natura e nomadi per scelta. Una compagnia giovane di bravi professionisti animati dal desiderio di creare e sperimentare nuovi linguaggi espressivi: Fabiana è un’acrobata uruguayana, Giacomo un ballerino, un musicista, un artista multidisciplinare curioso di tutto, amante dell’avventura. I loro  show sono visionari, a volte surreali, ma sempre accomunati da una travolgente energia che si trasforma in emozione pura.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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